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Tratto, di solito, con cautela le opere risultante vincitrici nei sempre più numerosi premi e concorsi letterari che vengono indetti in Italia. Il motivo è intuibile, se si considera la frequente improvvisazione e il dominante “provincialismo” che ne caratterizza l’organizzazione. Tuttavia, sfogliando Se dura l’inverno di Filippo giordano, silloge vincitrice della edizione 1980 del "Premio Quasimodo” di Augusta e pubblicata, a cura degli organizzatori, da Seledizioni, mi sono dovuto ricredere.

Si tratta, infatti, di 44 poesie brevi, costruite con buona sintesi ed efficacia comunicativa, dove il tema dominante è la vita degli uomini di un paese di Sicilia situato “sulla groppa dei Nebrodi”.

Una “groppa” dove si sono diradati gli uomini e le speranze ed è stata depredata la cultura millenaria (frantumata e dispersa nei mille ghetti del Nord Italia, della Svizzera e della Germania, dell’America e dell’Australia), trasformata e vincolata con violenza alle precarie certezze della civiltà dei consumi, del sogno della “Coca-Cola” e della società di “tutti uguali” (monotonamente, all’insegna dei gusti e dei comportamenti conformistici, prevedibili per il potere dei politici romani e i padroni delle grandi industrie lombarde e multinazionali).

Sulla “groppa dei Nebrodi” Giordano intona il canto di dolore di tutto il popolo siciliano, di coloro che sono partiti (ma che vorrebbero ritornare), di quanti, strumentalizzati, criminalizzati, discriminati dal potere economico e politico (“costituzionale” e non), dalla televisione, dal “Corriere della Sera” o dal “L’Unità” o dal “Giornale Nuovo”, nonostante tutto, continuano a vivere caparbiamente la “sicilianità”, seminando continuamente speranze nuove.

Sino a quando? Di certo, si sa, per memoria storica, coscienza e temperamento di popolo, che sarebbe terrificante, ma grandemente liberatorio, se risuonasse ancora sulla “groppa dei nebrodi”, nelle gole dell’Alcantara, sulle rovine di Selinunte e di Kamarina, l’eco di “Antud”, l’antico e sanguinoso grido di guerra dei Vespri.

Recensione
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