Servizi
Contatti

Eventi


L'amore epistolare del Foscolo

«Con tutti i miei 24 anni il mio cuore è diventato quello di un vecchio che non loda e ama altro che il passato». Cosi scriveva, nel 1802, Ugo Foscolo alla sua "celeste Temira", la stessa donna che egli definiva "amante per cinque giorni e amica per tutta la vita", quella Isabella Teotochi Albrizzi che veramente sarebbe stata il rapporto più duraturo e forte nell'esistenza del poeta.

E a rievocare i fasti e i tormenti dell'uomo, prima che dell'artista, sono le lettere che egli scrisse, numerose, all'intelligente nobildonna greco-veneziana: un carteggio dal quale nasce, dopo uno studio attento e sensibile, l'ultimo libro di Antonio Chiades, presentato dall'autore, martedì scorso, in Crepadona, nell'ambito delle attività promosse dal Comitato biblioteca civica, rappresentato dalla responsabile Adriana Lotto.

Dallo studio dei nove poderosi volumi che raccolgono le missive di Ugo Foscolo, nasce, dunque, Soffocato dal sole e dalla polvere ho corso cinquanta miglia: un titolo tanto più significativo se si considerano il tormento, i distacchi e gli incontri che, reiteratamente, portarono ad avvicinarsi le vite di Isabella e di Foscolo.

Scorrendo le pagine del libro, prende forma, così, la metamorfosi di quello che, da iniziazione socio-letteraria, si trasforma in un rapporto concreto, per poi smaterializzarsi nella gratitudine e nell'affetto: «Testimone di pensieri sublimi – commenta Antonio Chiades – uomo dai molti amori, Foscolo trovò, con la Teotochi, una sorprendente stabilità affettiva». E, di fatto, egli ne fu consapevole se, a quindici anni dalla morte, le scriveva: «L'avervi amata conforterà spesso il mio cuore». Mentre lei, nel 1824, vergava: «Scrivetemi pure; amatemi sempre; addio bello, sublime ingegno».

Il dato emozionale domina la scena: costruisce le quinte del volume di Chiades, si fa sottofondo quando non protagonista principale. Così come la villa trevigiana del Terraglio, dove Isabelfa ospitò più volte Foscolo, diventa la base ideale dalla quale lo scrittore è partito per riscoprire il loro rapporto epistolare. «Dove può arrivare un'emozione – dice, a proposito dell'impostazione data al volume Chiades – arriva un suggerimento vitale a chi legge. Altrimenti, i dati rimangono statici; forse interessanti, ma staccati nel passato».

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza