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Ho qui nelle mani una ventina di recensioni sull'opera ultima di Antonio Chiades: Suor Bertilla, i titoli contengono il succo degli scritti che sono stati letti, a suo tempo, fra il novembre e il dicembre 1988 in vari giornali del Veneto. Ne riporto alcuni: "Amore donato nel silenzio"; "La sorpresa del Vangelo"; "Un eroismo possibile"; "Il carisma di una Santa della quotidianità". I titoli e le recensioni riportano con frequenza questo termine: "Amore".

Ma io il contenuto vero del libro, comprensivo anche della scelta del tema, lo rilevo sì, dal testo (più che mai prezioso in questi tempi), ma anche dalla conoscenza dell'autore. Di solito anche nelle più "variegate" conversazioni, manca "la parola"... (io dico così), e intendo: la parola con un fratello d'anima. Ebbene io affermo questo: apprezzo Suor Bertilla perché in chi lo ha scritto, ritrovo le qualità, i suoni piccoli ma ugualmente esaltanti, di un uomo ricco d'anima.

La critica ufficiale s'incentra (ed è giusto) tutta sull'opera; dell'autore si danno pochi dati essenziali, per ragguagliare un po' i lettori. Per me, che non sono né critico né giornalista, ma una persona che ha conosciuto Chiades in circostanze non certo liete, c'è un dato in più: quello che riguarda l'autore visto dentro". Certo, parlare di artisti e letterati in questo senso, non è facile specie in tempi di "fretta" in cui la conoscenza è rimandata sempre a tempi migliori; ma credo che capiremmo meglio l'opera stessa clie andiamo esaminando, nata, come nel caso di Suor Bertilla da dettami interiori.

Più di uno si è chiesto e si chiederà: – perché questo libro?... L'autore si è trovato a vivere, per un arco triste di tempo, il "dolore", ben complesso nel suo pesante intreccio. Dolore-prova, lacerante ma buono, perché non arrecato di proposito; e dolore volutamente aggiunto sulla piaga, dalla cecità e dalla presunzione altrui; quindi dolore cattivo.

Suor Bertilla deve essere stata compagnia congeniale per congeniale per Antonio Chiades e Lui ne parla volentieri: l'innocenza, la letizia, direi, con cui la Santa assorbe in sé ogni colpo, trasformandolo da insulto in occasione dello spirito, ha risonanza nello scrittore, uomo portato alla ricerca di quel bene così nascosto nella nostra società, in cui i mass media trionfano col ritratto del male,reso spettacolo o illusoria sanatoria. Desiderio di elevarsi dalla pochezza che il mondo dei trionfanti spesso porta con sé.

Sul mondo degli umili si era appuntato lo sguardo di pochi grandi scrittori; e chinarsi a raccogliere la grandezza misconosciuta degli "umili" è motivo eli elevazione.

Chiades è un autore soprattutto teso alla conquista di se stesso, prima che del riconoscimento per i suoi meriti di scrittore. A me pare alla ricerca delle vie che salvano, non per conquistarsi un posto nell'al di là (cosa che pur verrà di conseguenza) ma nel mondo "di qua"; le vie che salvano qui, nella giungla degli affetti frantumati e dispersi, delle emozioni represse e soffocate di fronte al cinismo imperante.

Di Suor Bertilla che conosce il male e ci vive dentro a quotidiano contatto con i suoi più svariati e impensabili aspetti, lo scrittore ha messo in luce quell'amore che mantiene la sua freschezza al di là di esso e dei risentimento più giustificabile; egli ci ha lavorato con pazienza certosina curandosi eli farlo emergere nella sua totale purezza, non lasciando spazio al suo "io", anche quando il momento avrebbe dato luogo al commento personale, alla interpretazione, alla divagazione, all'aggancio a situazioni consimili. Chiades scrupoloso, rispettoso degli altri, nutrito nel pensiero dagli studi filosofici, ha dato, con questo libro su Suor Bertilla l'esempio di una "dottrina" antica, ma tanto spietatamente disertata nel vivere attuale.

Suor Bertilla è protagonista umile e grande nella quale può ritrovarsi riti ha a cuore la sorte delle creature di questo mondo. Lo scrittore traduce in piccoli atti quotidiani questo sentimento, lo traduce anche nei Suoi riguardosi silenzi di fronte a persone e cose che urtano il Suo sentire pensoso e solitatrio: "Un fratello d'anima", ho detto nelle mie righe precedenti... mi auguro che venga conosciuto sotto questo aspetto da chi merita di avere di lui una più profonda conoscenza.

Recensione
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