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Ogni poeta che si rispetti è consapevole delle difficoltà che lo inseguono. persino delle avversità che tale impegno possono produrgli nel corso della vita. Maurizio Zanon lo è in maggiore misura, di una consapevolezza che arriva alla angoscia esistenziale, essendo Poeta della vocazione irresistibile, concepita quasi come una missione, alla quale non può sfuggire.

Il suo ultimo libro, presentato nella Sala del Municipio di Mestre a cura dell'Associazione Culturale "Gianfrancesco Costa", dal titolo emblematico Un cuore lacerato. dove l'Autore annuncia: «scrivere potrò ancor domani io?» e di più: «Un giorno non scriverò più e non è detto necessariamente perché dovrò morire», è volume intriso di tormenti. di emozioni. di brucianti secchi riferimenti alla "civiltà" in cui viviamo, alla città troppo violenta, in una serie di passaggi che contengono un messaggio e un disegno per cui il cuore si lacera non soltanto per gli eventi personali. "Un cuore lacerato posseggo, provato sempre più dalla vita" sono i primi due versi della prima poesia, che dà il titolo al libro.

Le poesie si succedono con ritmo incalzante, una continua evoluzione di temi alcune sono brevi (non più di quattro/cinque versi), altre si distendono ad allargare il pensiero, a rivelare le voci interne. in un serrato raggiungimento di valori umani. Sono versi "alla ricerca dell'interiore la parte vera del mio io" che Maurizio Zanon alterna nel libro con altri di velata dimensione sociale, quasi l'esplicito approccio all'autobiografico comporti per l'autore un imprigionarne i battiti in una pudica tutela dell'eccesso di confidenze. Maurizio Zanon si sofferma ancora sui turbamenti che creano in un animo sensibile l'indifferenza crescente (tenuto conto dei mostri mediatici!) verso la poesia: il prodotto poetico così com'è ahinoi, varcato il terzo millennio non ha più senso: la carta, la stampa, il ricercarlo in libreria è affare per pochi intimi."Il poeta ha due volte ragione: una prima nel constatare ciò che avviene dietro l'abbrutimento dei costumi culturali, ma una seconda volta ha ragione nei continuare a poetare (non sembri in contraddizione), poiché è soltanto nella resistenza, nel girotondo poetico che si intravede la speranza di giocare d'anticipo sul degrado e sia pure in parte (non possiamo farci grandi illusioni!) sconfiggerlo!

Maurizio Zanon insiste nel pessimismo «Non vi è nulla del più inutile del fare oggi il poeta» Ma lo fa disvelando con commossa intensità le proprie melodiche riflessioni. la propria controversa verità, che alla poesia non potrà mai rinunciare! Un "cuore lacerato" sempre e ovunque, quindi, ma alla fine speranzoso. Dice il poeta: «Quelle dei poveri di stelle mai stanche. speranzose». È di grande importanza per il poeta superare l'isolamento in cui spesso vive, stabilendo collegamenti, scoprendo nuove spiritualità, animando i ricordi. le immagini, interrogandosi su tutto, con l'idea di base, il fondamento di rafforzare la vitalità della poesia!

L'incontro. si è svolto presso la Sala Grande del Municipio di Mestre. Ad introdurre l'evento culturale Andrea Paladin, presidente dell'Associazione "Gianfranco Costa". Efficace la lettura di alcune poesie del libro di Maurizio Zanon dal titolo Un cuore lacerato, da parte di Gabriella Tiso.

Recensione
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