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Il percorso umano di Tiziano

"Un giovane dagli occhi penetranti, che ricordavano la fissità degli uccelli notturni". E' un quintessenziale dettaglio di Tiziano Vecellio quello che getta su tutta la Vita di Tiziano di Antonio Chiades, edita da La Mandragora (Bologna), un certo colore d'irresistibile introversione animata da chiaro-scuri e fusa nella dolcezza di chi sa sopportare in silenzio un dolore, come Tiziano i propri drammi umani e creativi. Un testo propenso a compensare una lacuna nella presentazione del maestro, mai abbastanza osservante della sua cadorinità. Di quei silenzi è un'interpretazione su basi storiche fin dallo stesso titolo del primo capitolo: "Luce dei monti e quella di Venezia", la città in cui si recò a nove anni senza mai dimenticare del Cadore la lezione d'umiltà, schiacciata dall'imponenza pur luccicante della dolomia, che diventa immediatamente quella dignità di cui Chiades fa Tiziano un nobile esempio. Le luci di Venezia sono la pur implicita, ma più chiara, estrinsecazione dell'emozione percepita di fronte alla diversa immobilità dei monti. Roccia ed acqua si fanno carne nella Maddalena penitente (in copertina), solida e trasparente, come nelle donne tizianesche compatte anche nella disperazione e nell'amore, "spalancate e perfette" nella loro bellezza. Le note richieste di compensi – nelle citate lettere fattesi voce stessa dell'autore – rispettano un istintivo principio del giusto, o l'ansia paterna per il primogenito Pomponio, figlio di quella Cecilia che a Venezia era accanto a lui con la forza tranquilla della "sua" natura e "con la discrezione e l'avvedutezza delle donne del Cadore". Il giovane artista si muove fra i potenti e l' amore, casto ed acceso, fra la famiglia e la non connaturata diplomazia, inneggiato da Pietro Aretino e scelto come consigliere da Carlo V, con accanto come saette montane, ad apprendere nella sua bottega, Duerer ed El Greco. In questo testo storico con passaggi di motivata interpretazione dei volti ancora vivi e fermi del Cadore. la trama dispiega con pudore i profondi e meditati passi di un artista nato perfetto, pregnante nelle essenziali definizioni – artistiche ed umane – degli immensi personaggi che circondarono Tiziano di Cadore, "terra di silenzi e di acutezze".

Recensione
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