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L’autore presenta le sue poesie dedicate a Marta ed Anna con Prefazione e Postfazione da lui stesso scritte.

Aquiloni è un testo di 43 poesie: piane, scorrevoli, di rapida comprensione perché il poeta fa bere il lettore nel suo calice contenente serenità, giovinezza ritrovate nel ruolo di nonno.

Quest’uomo ormai canuto ringiovanisce nell’accudire alla nipotina Marta, che, giorno dopo giorno, si trasforma sotto i suoi occhi, offrendogli immagini straordinarie di cui egli offre svariati flash: dai primi momenti di vita al balbettio, ai giochi della prima infanzia, alle passeggiate sulla bicicletta del nonno o quando dalla finestra lanciavano insieme aeroplani di carta ridendo. Tanta gioia, poeticità semplice sono espresse in modo soffice e lieve come una nube adombrata dalla luna su un poetico sfondo marino. Alla fine l’autore rivolge la sua attenzione alla sopraggiunta nipotina Anna sempre con lo stesso slancio affettivo che lo fa tornare emotivamente molto lontano nel tempo. Infatti, nella sua nuova “funzione” ritrova ancora il suo animo di fanciullo che gli fa godere la vita in senso pieno e nella maniera più sentita e autentica, evocando i suoi giorni più belli dell’età “favolosa”, quando culla le bimbe con le ninne nanne riaffiorate dai sogni infantili e dalle sue fiabe a suo tempo ascoltate. Due figure emergono dal contesto generale: quella della bimba e quella inalterabile, unica dell’uomo che, con la sua fantasia, trasportata dagli aquiloni, sale molto in alto in una simbiosi ben riuscita di fantasia e realtà.

Recensione
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