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Prima parte: La donna

Viene espressa, in generale, profonda passione come solo l’amore più puro e nello stesso tempo carnale può destare, un amore, in fondo, che l’autore non ha sentito di vivere completamente e che per questo assume, dentro l’animo, la dimensione dell’eternità.

Donna

I profumi dolci della lavanda che emanano dai capelli e lo sguardo che illumina la notte come la luna illumina le notti, si mescolano alle parole che “ seppure sussurrate da labbra come petali di rose, graffiano l’aria e lasciano impronte che sembrano tagli “ come a nascondere l’immensa dolcezza di un’idea e una violenta realtà.

Il mio amore ha nascosto

Qui viene espressa la disperazione eterna per aver perso l’amore, quell’unico sentimento in grado di illudere gli uomini di non essere soli; “ Le lacrime sono nascoste dietro steccati di rovi dai fiori bianchi” Come in un carcere che non conosce violenza, come in uno stato di mezzo dove “ i sospiri si nascondono dietro nubi di capelli “. Cioè l’autore rappresenta il suo amore nascosto tra le spighe di grano, increspato dal vento, dove però ancora la sua totale solitudine (rappresentata dall’immagine dei papaveri rossi ) non si vede/sente perché è ancora troppo forte il ricordo.

Donna

Ancora il tema dell’esitazione, l’oscillazione fra il desiderio della vita, rappresentato dal “calore di queste mani“ che comunicano la: “necessità di corse senza sentieri” e la consapevolezza di non aver scelto di vivere, perciò l’autore chiede di poter essere preso per mano a vedere questa vita fatta solo di ricordi, immaginandosi “un bagaglio innocuo“ in quanto ormai “ senza esigenze né richieste “. Si sente forte tutta l’impotenza di fronte a ciò che non potrà più essere.

Mi scalda ancora il primo abbraccio

Il ricordo di un abbraccio caldo “come l’aria tiepida di fumo“ fa da trampolino per ritornare ancora più indietro nella memoria e riportare alla mente quella sensazione del “mantello che avvolge da piccoli“, il primo giorno di scuola quando per mano alla mamma si percorre il tragitto verso un mondo ignoto del futuro.

Cerco nell'aria un'emozione

E’ questa la lirica più struggente dove il ricordo dell’amore si mescola alla sua eternità, dove il passato si unisce al presente perché tutto ciò che è, sa cosa è stato; così il ricordo perenne di un profumo, il ricordo delle parole che ancora sono fresche come “uno scroscio“, il ricordo di un volto che ormai si riconosce tra “ le nuvole che ombreggiano le case”; nel sole sono impresse le sue schermaglie verbali e la voglia di felicità e tutto fa come uno scialle che circonda di profumo l’autore e riscalda l’ambiente anche nella notte.

Le immagini, disegnate dalle parole di questa lirica hanno il sapore dell’eterno e le sensazioni dell’animo confondendosi con la realtà, diventano universali.

Ho rubato all'amore

Qui l’autore quasi si punisce per quel “sogno” d’amore che si vede svanire dalle mani così immagina di aver rubato amore “dagli occhi” “dalle mani” “da un abbraccio” e si convince di non aver preso niente, come se non sapesse o non volesse sapere se sia stato vittima o carnefice mentre quel sogno svanisce e si rinnova sempre come una condanna.

Ancora un abbraccio

C’è tutta la grandezza della paura della solitudine, percepita qui come un abbraccio che si teme essere irrimediabilmente interrotto per un niente , qui rappresentato da un “monosillabo” e c’è anche la consapevolezza dell’impossibilità di esprimersi senza quel “calore ( come le gemme della siepe non fioriranno”) eppure ancora pulsa quella speranza incosciente dell’essere innamorato ( “su” riposagli accanto).

Galoppa

Ben chiaro è rappresentato uno stato d’animo contrastante fra un desiderio frenetico, rappresentato da questa immagine del galoppo presente in ogni inizio di strofa e l’esitazione a consumarlo. Nella 1^ strofa viene contrapposto il riposo di questo amore e la preoccupazione che anche il volo di un uccello possa svegliarlo.

Nella 2a strofa questo amore viene unito al cielo ma in un abbraccio freddo.

Nella 3a strofa c’è il timore che il rumore degli zoccoli di questo ipotetico galoppo possa svegliarlo.

Nell’ultima troviamo una osservazione forte, oltre ogni esitazione ”fermati amore e nitrisci forte” come ad affermare l’unicità ( perché gli animali del deserto non ti conoscono).

Aspetto d'incontrarti

E’ l’attesa di un incontro, l’assaporarne tutti gli attimi che lo precedono, così le ombre del sole sono viste come “ghirlande di trine sulla fronte delle fanciulle” c’è “sangria fresca sul tavolo di marmo” “le bimbe danzano un girotondo a formare una pesca”.

Tutto è solare, eccitante come il sole che tramonta e placca d’oro il campanile.

Abbiamo fatto all'amore

Breve scritto di forte intensità; è espressa l’asprezza della vita che si mescola alla durezza della natura. Vigorosa l’immagine della difficoltà di vivere anche l’amore, toccante il passaggio dove l’autore si scusa per la violenza proferita con le sue parole “ non ascoltarmi…

Ho smesso di piangere

Sembra quasi il testamento dell’autore è come se volesse liberarsi di ogni suo avere spirituale per intraprendere una vita monastica; si libera di tutte le sue sensazioni, di tutte le emozioni, man mano si spoglia di ogni più piccola vibrazione fino a smettere di pensare a quelle mani calde del suo amore.

Insieme alle emozioni sparisce il significato di tutto così anche l’alba di un settembre diventa sterile, tutto è senza vita come la sua anima.

Ottobre 2002

Recensione
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