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La tua poesia, sia pure così aliena dalla mia per 'ispirazione' e per scelte stilistiche, mi ha colpito fin dalla prima che ho letto : quella intitolata "Il pazzo". Una delle tue prime prove, in cui subito si nota lo stile molto curato, il ritmo che tieni fino in fondo senza affanno, con accenti direi molto precisi e personali.

Nel poemetto Di Amore, di Morte prevale una straniante e anche spiazzante – devo ammetterlo – dimensione sepolcrale, i cui toni legano le tue composizioni alle poesie tardo romantiche di Young e di Byron, e anche a quelle dei più vicini poeti 'maledetti' francesi, Baudelaire e Corbiere . Ma quello che colpisce, nonostante – direi – la presenza dell'armamentario lessicale e tematico di quella scuola poetica, è lo stile sempre molto controllato, preciso nel ritmo, ben calibrato con i suoi versi corti ma mai casuali.

Nella tua poesia c'è sempre – secondo me – un doppio registro. Ad esempio, le tue poesie di ispirazione amorosa come 'A M.P.' partono da immagini cimiteriali ('possa la mia zolla | imputridirti accanto'), per innalzarsi a dimensioni più rarefatte di misticismo quasi stilnovistico ('terra su terra | devolverti sovrana | sopra ogni natura'). Per non tacere poi di quell'altra bella composizione intitolata 'Dell'amicizia', quella che inizia 'Amici più non siamo'….in cui la malinconia per la perdita dell'amicizia appunto trova nella memoria, immagini concretamente, e originalmente, materiche, miste a note di una rarefatta malinconia ('gli erranti arditi gigli | che un dì eravamo' e 'mai più poeti insieme, | divorando cielo e stelle | dentro un unico piatto').

Siamo quindi, azzarderei, in una dimensione sentimentale tipica della scapigliatura, fra tragedia, disincanto e ansia per un ideale perduto, che tuttavia si è lasciata dietro tutte le ingenuità di quella scuola poetica.

Piaghe, lebbra, crateri scavati da insetti, vermi dispersi nel labirinto : con queste parole crude e con queste immagini repellenti, fotografi il tuo mondo 'al negativo', rispetto alla fotografia vera e propria che, sia pure a tratti, riesci a scorgere. E' come se riuscissi a immaginare una realtà che gli altri non riescono a vedere : un modo alla rovescia, una storia che parte dall'epilogo. E' come se tu, come un poeta veggente, riuscissi a giungere, oltre l'immagine attuale, nel tragico epilogo della realtà dei personaggi a cui sono dedicate alcune tue poesie . E spesso la tua immaginazione si crogiola nella contemplazione di questa materia disgregata, imputridita e disseccata dalla morte. Credo insomma che la tua poesia, nella sua ricercata, raccapricciante, concretezza, sia comunque assolutamente visionaria.

Nei testi più recenti invece – pur mantenendoti fedele al tuo consueto senso del ritmo – le tue immagini virano in una diversa ambientazione, ora metafisico-computerizzata, ora sacrale e dissacrante insieme.

In conclusione, quindi, si avverte una certa discontinuità tematica ( dovuta anche alla distanza cronologica dei testi ), ma sicuramente anche una continuità stilistica che sarà sicuramente il fondamento delle tue future prove.

Recensione
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