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Che i libri prodotti in Italia siano troppi è un luogo comune che tende a sottolineare da una parte la mancanza di un pubblico di lettori, dall'altra l'inutilità a stamparli nel dilagare del sottobosco letterario con le pubblicazioni a pagamento.

Non sono, probabilmente, in molti a leggere, ma come non constatare la presenza di un pubblico qualitativamente attento e, purtroppo, anche disorientato dalle politiche dei grandi circuiti editoriali e distributivi. Come non rendersi conto che, soprattutto nell'ambito della poesia, tante persone sarebbero predisposte ad avvicinarvisi ma, per i più, resta solo l'alone di un'affascinante galassia, lontana ed inaccessibile, da troppo tempo incapace d'incarnare dei veri e propri sentimenti popolari senza incorrere in cadute di stile o contenuti.

Leggendo la poesia di Enrico Pietrangeli, si ha la sensazione di penetrare quell'affascinante galassia, si entra in quella magica alchimia in cui le parole riescono a fissare nella carta un'esistenza, o meglio, quel fragile ed impossibile attimo in cui ogni parola tocca una corda emotiva con elegante armonia, distacco sofferto e profonda eternità.

Dall'antica e rarefatta atmosfera di una candela all'adrenalina scaturita navigando la consolle di un computer, i versi di Pietrangeli si alternano tra introspettive riflessioni e turbinosi slanci d'azione. Ricorrono anche, nella versatilità dell'autore, certi richiami neorealisti ma anche visionarie metafore che lambiscono orizzonti decadenti, quand'anche post-industriali; dove ogni intima sensazione si dilata ad interrogare una contemporaneità devoluta in un distillato di poesia. Una sorta d'ermetismo che si distingue più nell'essenzialità del verso, là dove, oltre l'emozione scaturita, non è comunque vincolante cogliere ulteriori remoti sensi.

Credo che, a questo proposito, una chiara sintesi sia stata elaborata nella nota critica compilata da Gino Scartaghiande quando afferma: «La parola vi sorge e vi si concretizza, come ferma vitalba di idee, in un'esemplare zona di contemplazione, dove cuore e ragione vanno insieme, anima e corpo tengono strenuamente ogni loro dato esistenziale, a fronte di qual si voglia alienante reificazione dei linguaggi e delle mitopoiesi letterarie».

Questa raccolta evidenzia una poetica consistente, autentica, diretta ed alla portata di tutti.

Recensione
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