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La poesia di Enrico Pietrangeli nella sua agile raccolta
Di amore, di morte, esprime il sentimento anarchico di una schietta ragione
di vita, perseguita con onesta partecipazione negli avvicendamenti del suo
vissuto. Nato a Roma nel 1961 e frequentatore da giovane di una comunità di
erranti cresciuta negli anni settanta, si è più tardi trasferito a una meno
stanziale esperienza in un altro continente. Bravo nel raccontare con pathos il
vivere, come febbrile e' la notte africana, come aspra e' la terra battuta dal
pastore, come umida e' la lettiera in inverno e come radicata e' la memoria di
casa. Il poeta ha ascoltato in tempi più recenti la condizione sentimentale
dell'esiliato, nell'assenza ad essere del fluire della notte, nell'accostarsi
alla pallida carne, nello scorrere della noia delle nostre quotidiane mancanze.
Un indagare le relazioni reali nel portare a nudità gli orgogli delle non più
ritrovate amicizie, nei dedicati a soli che richiamano respiri di volti assenti
e dimenticati dal tempo, nelle nefaste rimembranze di falliti abbracci e nella
propria morte intravveduta come male dell'esistere su quella che era una giovine
e fiorente terra, ormai solcata d'infami presagi. Pietrangeli esprime una
poetica dimentica dell'ipocrisia e della menzogna che rende tutto conforme, e
accomoda lo spirito adagiandolo al mortifero. Il poeta rimane fedele alla sua
storia e testimonia un incorruttibile spirito discorde che non si confonde con
un mondo plasmato e intriso di rassegnazione. Libro, questo, leggero nel suo
spessore materiale ma di gran peso fa crescere in noi il desiderio di leggerne
il seguito in un romanzo che avrà per protagonisti un'intera generazione di
adolescenti degli anni '70.
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Recensione |
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Di amore, di morte
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poesia
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| Autori |
| • | Enrico Pietrangeli |
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Edizione:
Kultur Virtual Press
Roma 2004 |
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| e-book - Nota e Prefazione di Francesco De Girolamo. Quarta di copertina di Gino Scartaghiande. |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Freak-Out nr./
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