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"L'unica vera sorpresa | ci colpisce nel momento | in cui scopriamo, | attoniti e increduli, | di essere anche noi come | tutti gli altri – | dei poveri esseri fallaci | e mortali".

Questi versi tratti da "Illusione", rendono a mio avviso una prima idea di quella che è la poesia di Giovanni Tavčar. O, ancora, "Basta così poco per morire, | pur rimanendo precariamente in vita. [...] Basta così poco per morire, | pur rimanendo dolorosamente in vita".

E potrei continuare ancora con moltissime altre citazioni altrettanto intense, incisive, dense di significati. I versi di Tavčar sono a dir poco illuminanti.

E' una poesia dura, questo va detto,. Una poesia anche molto cupa. Ma, forse proprio per questo, porta in sé una carica di verità assolutamente travolgente.

Il poeta non ha filtri. Mette a nudo la vita e il mondo in modo tanto diretto da essere quasi brutale. Ma è proprio questa "brutalità" a conferire un'efficacia senza pari ai suoi componimenti. E' come vedere per la prima volta qualcosa che abbiamo sempre avuto davanti agli occhi. Questi aspetti dell'esistenza che sono dati per scontati e trattati abitualmente con una sorta di inconsapevole rassegnazione, vengono qui investiti da una luce totalmente diversa. Una luce limpida, chiara, rivelatrice.

L'atteggiamento del poeta si può prestare forse ad essere frainteso ed interpretato come pessimismo. Niente di più sbagliato. Quello di Tavčar non è pessimismo; è lucido e consapevole disincanto. E' coraggio di accettare – e amare – la vita esattamente e solo per quello che è. Senza raccontarsi favole. Senza farsi illusioni consolatorie. Senza nascondersi ad essa, ma affrontandola a testa alta, lo sguardo fisso negli occhi.

Recensione
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