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Enrico Pietrangeli ci racconta una storia ambientata nei tardi e turbolenti anni settanta. Un libro che sviluppa ritratti e postume riflessioni su di un’epoca e che ha come filo conduttore la musica.

Ognuno di noi almeno una volta nella vita ha acquistato un biglietto. Questo “piccolo stampato, che viene usato come contrassegno del diritto acquisito, mediante pagamento dell’importo relativo, di usufruire di pubblici servizi o di assistere a spettacoli (Devoto-Oli)” ci serve per ritornare in luogo dove siamo già stati. Se un biglietto si stampa per viaggiare, un romanzo si scrive per raccontare delle storie. E’ bello pensare che un biglietto di andata e ritorno comunque può portarti in ogni spazio-tempo andato e a venire, come anche una bella storia può farti entrare ed uscire dalla realtà e portarti da qualche altra parte. In un Tempo Andato con Biglietto di Ritorno è un viaggio nelle vicende di un adolescente nella Roma degli anni Settanta. Si parla di progressive, di rock, di lp, di stereo 4, stereo 8, vinile tanto vinile, radio libere. C'è tanto libero amore, ma anche tanta evasione della realtà. Il lavoro di Pietrangeli parla di un innamorato, Lorenzo, il quale ama Roma, il rock e la poesia. Lorenzo e la sua generazione sono la sintesi di un decennio irripetibile (gli anni ‘70). Lorenzo è forse Pietrangeli stesso e in ogni caso non si vergogna di rimpiangere con nostalgia un mondo meraviglioso forse già sparito. Ventisei capitoli intensi, piacevoli da leggere dove sognare non è peccato. E bella ed intensa l’idea di un passato a cui si torna e da cui si viene. La ricerca di una squisita colonna musicale (perfettamente riuscita) è il patos con l’ambiente della storia brillantemente narrata. Lorenzo è un perfetto cicerone che ci accompagna nelle vita generazionale dell’epoca dove la cultura non è banale, ma ci fa sopratutto apprezzare quello che di più singolare e intelligente si vive con gli occhi dei vent’anni nel periodo più prolifero della nostra storia recente. Pietrangeli ci immerge tra storia e musica facendoci leggere ed ascoltare (metaforicamente) sogni e mostri sacri dell’epoca. Un miscuglio altamente esplosivo, da maneggiare con cura, che comprende Crosby, Still, Nash & Young, gli eccessi del festival di Woodstock, la violenza emotiva dei Sex Pistols, ma anche tutto la scoppiettante galassia dei gruppi che si moltiplicavano con naturalezza e grande corposità in quel felice decennio. Un libro narrato con stile ed eleganza, alla ricerca – riuscita – del continuo coinvolgimenti emotivo del lettore, fino al finale a sorpresa, con un salto in avanti nel tempo di vent’anni. C’è un angelo che appare a Lorenzo. E’ quella musa pallida e solare che guida la scrittura di Pietrangeli, fatta di lacrime e rabbia. Quando sorride, sprigiona versi.

Recensione
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