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E' opinione comune quanto errata che il cosiddetto romanzo rosa (o
romance nel caso di uno storico) non abbia niente da dire, che si basi su
presupposti insipidi e scialbi. Sbagliato, lo ribadisco, a parte qualche
eccezione che conferma la regola, un romanzo storico sentimentale
abitualmente ha delle ricerche alle spalle e la storia si incastra in
scenari precisi e dimostrabili. Ma... se si parla di Contilli si rasenta
davvero il paradosso, perché le opere di questa autrice sono davvero
didattiche.
Si legge una storia d'amore con tinte forti se vogliamo in certi punti,
ma si sta dentro una dimensione storica reale, ciò che racconta, il
particolare, persino il vestito indossato o l'uniforme descritta sono realtà
storiche. So per certo che a volte le è capitato di dover convincere i
lettori che ciò che leggevano era vero, tanta la precisione e la passione
per la storia e le sue sfaccettature. Lo stile dell'autrice è molto
particolare, credo sia uno raro caso di gestione dei dialoghi eccellente,
tanto da riuscire con gli stessi a tessere la trama preponderante.
Per me Cristina Contilli è un piccolo mistero insoluto, ha qualcosa che
non so definire, una meticolosità che non annoia e che quando chiudi un suo
libro, oltre a conoscere qualche dettaglio sessuale (che non ci fa schifo,
via!), ti ritrovi a saperne di più su quel Risorgimento italiano che non
tutti apprezzato (la scuola fa vittime illustri nella Storia).
Come per la Catastini, tengo a precisare che lei è una delle curatrici
della collana Rossocuore e come la Catastini, ha scelto di rischiare in
prima persona per portare avanti il rosa made in Italy. Da leggere.
aNobii.com
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Recensione |
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La contessa rivoluzionaria
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narrativa
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| Autori |
| • | Cristina Contilli |
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Edizione:
Zerounoundici Edizioni
Milamo 2010 |
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| pp. 82 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
aNobii.com nr.3/2010
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