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E' opinione comune quanto errata che il cosiddetto romanzo rosa (o romance nel caso di uno storico) non abbia niente da dire, che si basi su presupposti insipidi e scialbi. Sbagliato, lo ribadisco, a parte qualche eccezione che conferma la regola, un romanzo storico sentimentale abitualmente ha delle ricerche alle spalle e la storia si incastra in scenari precisi e dimostrabili. Ma... se si parla di Contilli si rasenta davvero il paradosso, perché le opere di questa autrice sono davvero didattiche.

Si legge una storia d'amore con tinte forti se vogliamo in certi punti, ma si sta dentro una dimensione storica reale, ciò che racconta, il particolare, persino il vestito indossato o l'uniforme descritta sono realtà storiche. So per certo che a volte le è capitato di dover convincere i lettori che ciò che leggevano era vero, tanta la precisione e la passione per la storia e le sue sfaccettature. Lo stile dell'autrice è molto particolare, credo sia uno raro caso di gestione dei dialoghi eccellente, tanto da riuscire con gli stessi a tessere la trama preponderante.

Per me Cristina Contilli è un piccolo mistero insoluto, ha qualcosa che non so definire, una meticolosità che non annoia e che quando chiudi un suo libro, oltre a conoscere qualche dettaglio sessuale (che non ci fa schifo, via!), ti ritrovi a saperne di più su quel Risorgimento italiano che non tutti apprezzato (la scuola fa vittime illustri nella Storia).

Come per la Catastini, tengo a precisare che lei è una delle curatrici della collana Rossocuore e come la Catastini, ha scelto di rischiare in prima persona per portare avanti il rosa made in Italy. Da leggere.

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Recensione
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