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Alla figura di fra Galdino nei Promessi sposi dedica il di Ciaccia questo interessante saggio, per proporre, in polemica con i giudizi e le indicazioni, in varia misura ricorrenti, nella critica manzoniana, una immagine del frate, dell’«inutile» cappuccino, contrassegnata dalla «semplicità» tipica del «frate minore». Con la sua analisi il di Ciaccia, sebbene dichiari di limitare il suo intervento a «qualche semplice riflessione che non ha carattere né di critica letteraria né natura di teoresi sociale», reca in effetti un utile contributo ad una più attenta rilettura della figura del frate alla luce dello spirito del «francescanesimo» («egli è francescanamente il servo inutile»). Assai significativo il ricorrente confronto con fra Cristoforo: «Cristoforo è l’apostolo che mette a servizio la propria capacità organizzativa «mirabile e potente» (che non è dei Fioretti), la sua ‘saggezza maturata nella riflessione’. Galdino, frate minore delle origini, mette a servizio il proprio ‘candore’, con semplicità apparentemente stupida...». Ed è particolarmente interessante, e in certo senso suggestiva, l’analisi di una frase (una frase apparentemente banale e convenzionale), «Il Signore sia con voi», intesa come il dono del questuante, l’«annuncio della pace».

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