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E' fresco di stampa l'ultimo libro di Gabriella Frenna L'anelito spirituale di Ernesto Papandrea, scritto in occasione della pubblicazione, da parte di quest'ultimo, della silloge poetica Opera Omnia, che comprende in un unico volume i precedenti sette libri del poeta. Con tale volume, l'autrice ha voluto mettere in risalto l'elevata e spirituale sensibilità poetica, che rappresenta il filo conduttore di ogni libro, attraverso un percorso che si snoda in sette capitoli, ciascuno per ogni silloge. Papandrea è portatore di fede e di umanità, poiché attraverso la poesia, dallo stesso considerata fonte di vita e ricchezza dell'animo nel rinvigorire l'anelito verso la Luce di Dio, trasmette messaggi di pace e di speranza.

Lo stesso è deputato al Palamento mondiale per la sicurezza e la pace. Scrive, infatti, Frenna: «fa cogliere che solo con la forza della fede, l'uomo riesce ad affrontare situazioni dolorose, a perdonare, a liberare il cuore affranto dalle sofferenze e a riempirsi della grazia di Dio».

Al riguardo si vuole evidenziare l'efficace scelta dell'immagine di copertina: si tratta del mosaico "Via Crucis", opera di suo padre Michele, artista già noto in tale campo. Rappresenta il "Cristo che va al Calvario", così come simbolicamente ogni uomo porta la propria croce con il bagaglio di sofferenze, dolori, fatiche più e meno dosate, ma tutto avviene sotto lo sguardo benevolo e consolatore del Padre che con il suo occhio, rappresentato tra le fronde dei rami, vigila su ognuno portando la pace, sotto forma di una colomba in alto a destra. Nella quarta di copertina, un altro mosaico dell'artista Michele Frenna "Gesù con i fanciulli".

Nel primo libro All'ombra del ciliegio in fiore il poeta s'incanta nell'osservare gli spettacoli naturali fino a che con lo sguardo spazia a quelli dell'infinito, per poi cogliere la perfezione di Dio in questi mirabili doni elargiti all'umanità. Del libro Il grano e la zizzania, elementi metaforicamente presenti nel Vangelo, Gabriella Frenna ne commenta l'importanza del messaggio salvifico di Gesù, perché, come spesso capita, l'uomo non trova il sentiero da intraprendere, tentato dalle apparenti prosperità, ma, se riesce mettere la propria sofferenza ai piedi della croce, il suo smarrimento si eleverà a speranza e forza interiore. Ne La vita mia il poeta percorre un itinerario esistenziale ed introspettivo nel rievocare le proprie gioie e sofferenze nel corso degli anni.

Attraverso ogni capitolo, Gabriella Frenna ripercorre gir altri libri di Papandrea, sette in tutto, tra cui ancora E vestiva di porpora e di bisso, Il deserto dell'anima, La ricompensa dei cieli, La vita per gli altri.

In conclusione, il libro di Frenna si presenta come un bel saggio , sia perché l'autrice è riuscita a mettere bene in evidenza lo spirito di ogni singola silloge, nonché a trasmetterci più in generale il pensiero del poeta, questo grazie non solo alla sua sensibilità e all'attenzione che dedica nella critica di ogni libro, ma anche alla personale vicinanza a Dio, specie in seguito alla perdita dell'amata sorella maggiore. Inoltre, è così riuscita a divulgare la poetica di Papandrea, nel suo "anelito spirituale" da respirare, un poeta da apprezzare, un messaggio da cogliere.

Recensione
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