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Il libro e la mostra

Intorno alla rotonda | fantasmi di cemento, | case d’altri tempi, /il rombo di aerei | in fase di decollo. | Lontane le vie d’uscita…

Nell’attesa di treni, di aerei e negli ospedali, ci aggrediscono minuti lunghi quanto secoli che ci condannano a rendicontare le nostre solitudini… Tutti persi in nonluoghi. Spazi bianchi fatti di occhiate, di parole smarrite, di rumore di passi e voci che difficilmente si riempiono di significato. Conosciamo la desolazione che circonda il binario, il silenzio delle sale d’attesa gremite di gente, il passo stanco che il vecchio trascina calpestando i rumori della città. Rimangono in noi quei frammenti di cemento, quelle persone intraviste, quegl’odori, quasi come un peso da aggiungere ai nostri bagagli. Roberto Mosi trapassa i nonluoghi catturandone, con le sue fotografie, le urla silenziose e i vuoti d’anima senza mai violare l’eleganza di quegl’abbandoni, quasi non volendo turbare il lavoro della scalamobile o il riposo del treno. Li racconta con le sue poesie immobilizzando ombre sulla strada e recuperando in strascichi emozioni incollate su qualche panchina o perse sul pavimento. La sua mostra di Foto/Poesie, realizzata con la collaborazione di Enrico Guerrini e dell’agenzia AEmme Servizi Editoriali e inaugurata il 4 maggio al locale Cuculia, diventa così il luogo del nonluogo, l’angolo del mondo destinato a recuperare le oscurità più profonde dei pensieri, a cui Guerrini, pittore visionario, ha dato vita, caricando ogni foto, ogni poesia, con l’inquietudine dei suoi disegni e travolgendo stazioni, aeroporti, ospedali… di respiri, paure e passi stanchi…

A passi lenti raggiungo | la piazza aperta | sul boato del mare…
Recensione
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