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L'amebeo è un percosso poetico poco praticato. E' affascinante l'uso che Francesca Luzzio ne fa, superando il mero tecnicismo della "contrapposizione" fra un canto e l'altro. Incorporando, piuttosto, la tesi e l'antitesi, si da far rimbalzare con accentuate lirismo i"due tempi della nostra sensibilità: la natura e l'anima le suggestioni del paesaggio e le ferite dello spirito, la realtà ambigua e la lucida ragione. Il lettore può bearsi di emozioni ben temprate su una scacchiera ampia, dall'amore alla pace, dall'orrore per la guerra a trionfanti speranze.

La Musa attinge apice – secondo la nostra personale percezione – nel dialogo tra il giornalista e l'utente televisivo, emblema di un'alleanza non virtuosa tra l'informazione ed il giudizio, fra la notizia ed il commento. In tal senso, l'elevata ispirazione della Poetessa ci guida alla decifrazione, purtroppo non ottimistica, del tempo nostro, fra il disinganno dell'uomo e lo scacco matto della Storia.

in: Paolo Borruto
Storia della letteratura, Antologia internazionale:
Poeti nel mondo della nuova frontiera
- Segnali e interventi 2009

Agar Editrice, Reggio Calabria 2009, vol. 2.

Recensione
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