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Anormalità normale,
titolo più adatto ad un'opera saggistica ed
invece sorprende con la sua scelta narrativa, anche se non priva di quelle
riflessioni, analisi, considerazioni, tesi, che la annoverano nella schiera di
quella narrativa saggistica instaurata strepitosamente da Albert Musil con il
suo capolavoro L'uomo senza qualità...
Libro dalla scrittura
amena, asciutta, colta, si spinge sul doppio binario della qualità romanzesca e
della valenza di una scrittura che trascende la storia e la vicenda narrata, per
attestarsi nel suo dato formale limpido, nel suo contrapporre visioni
antitetiche capaci di confluire nella direzione unitaria dell'affresco umano,
mai manicheo, ma piuttosto sempre complesso nella convergenza degli opposti. Le
figure dei personaggi ritmiche, sembrano adempiere ad una doppia funzione, la
verosimiglianza con la vita, la emblematicità letteraria che ne trascende i
connotati e ne eleva la problematicità. La costruzione testuale scopre la
scrittrice di razza, ma anche la raffinatezza del critico letterario, la cifra
stilistica e concettuale di chi s'immerge nella scrittura come valore di una
tensione interna che concede epifanie continue, poetiche, filosofiche,
esistenziali.
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Recensione |
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Anormalità normale
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narrativa
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| Autori |
| • | Antonietta Benagiano |
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Edizione:
Besa Editrice
Nardò 2007 |
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| Premessa dell’autore. Impaginazione di Enzo Ronzino. Art director Nino Perrone - pp. 176 |
| prezzo: € 13,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Ultim’ora nr.9/2007
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