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Per la collana “1 lapislazzuli della Joker editrice”, Francesco Mandrino, dopo il successo registrato con il suo innovativo libro I bordi della notte, minimalisticamente ma con accelerazione linguistica al massimo, licenza uno svelto volumetto dall’alchemico titolo Conta il sambuco all’alchechengi... (e continua in frontespizio) - la storia della Pioppa di cui il figlio, il Cipressino è partito soldato e a guardia della Strada l’hanno tirato giù, che baciava una Nuvola, in un bel quadro.

La silloge poetica che si avvale di efficaci disegni realizzati da Nadia Possidoni per la suddivisione delle quattro parti, chiude con una postfazione intrigante e originalissima come nel suo stile di Roberto Roversi.

La scrittura di Mandrino procede per alambicchi e innesti esemplificativi, in una sorta di nobilitazione del linguaggio gergale della sua terra che si rigenera, respingendo ogni tentazione convenzionale, nella misura della parola che si sacralizza fino alla stesura perfetta che evidenzia ogni accentazione, nella meticolosità “dizionaria”, che rende finalmente giustizia alla lingua.

La parola ed il pensiero si prosciugano e scaricano l’abuso dell'uso per restituire alla poesia l'arcano ed il mistero della sorpresa e della scoperta, nell’emozione e nella acquisizione colta dei significati, per non omologarsi in una falsa chiarezza che spesso nasconde la banalità in agguato della pseudo poesia consolatoria.

Francesco Mandrino controlla il verso, lo esalta nella visione creativa che sempre trova accenti e suggestioni nella sua predisposizione alla innovativa sperimentazione; non quella spericolata che parcellizza, tronca, dispone ad libitum il fraseggio e la suddivisione delle parole, ma quella che ricerca referenti, motivi, significati, accostamenti, concettualità altre, per stupirsi ancora della poesia che non didascalizza, che non omologa, che non parla a vuoto.

Il suo itinerario costeggia i bordi della comunicazione, per inglobare all'interno la densità del pensiero che si fa messaggio e continua vivacità di linguaggio e di tematiche vibranti.

“Oltre la siepe”, il poeta scopre l’invisibile, ciò che la poesia rende sinergia pura per giungere alla mente ed al cuore e viceversa, passando per la strada irta, ma inebriante della cultura, del sapere: “aderire per intuire forme”, così ci suggerisce il poeta.

Recensione
Conta il sambuco all’alchechengi…
poesia 
Autori
Francesco Mandrino
Edizione:
Edizioni Joker
Novi Ligure 1995

Nota di lettura di Roberto Roversi - pp. 48

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Meridiano Sud nr.100/1996
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