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Il perimetro della notte, scorre lungo una linea immaginaria
che ingloba all’interno l’oscurità dell‘inquietudine dell’uomo moderno, sempre
più proteso a regredire nel vuoto o «buco nero» dell’anima, mentre all’esterno
lascia intravedere le prime palline luci dell’alba, tenuta in bilico tra il
giorno e il crepuscolo, la fede e la speranza di una ragione pura di poesia,
capace di «debordare». dall'insana calamita del pessimismo notturno.
Non è un caso che Francesco Mandrino, che esplora tra «I
bordi della notte» ogni possibilità di evasione oltre i recinti e le linee
immaginarie del suo spazio negativo, sottratto per intuizione sociale, alla
notte dell’uomo moderno. con tutta la sua abissale problematica, abbia
denominato la prima parte della sua silloge poetica «Aurora».
È il cammino lento, ma progressivo verso la luce, prima
pallida della speranza, poi sempre più nitida, che si lascia ai bordi la notte
e rigenera sentimenti, stupori, epifaniche prese di coscienza del fatto poetico,
affidandolo ad una poesia asciutta, densa di concettualità, che non lascia nulla
alla consolatoria visione del sentimentalismo convenzionale.
L’ambiguità legata alle sommesse luci che squarciano le
tenebre notturne ed ai presaghi crepuscoli che preannunciano oscurità da
eleggere a situazione intimistica e alla riflessione trascendente, percorre i
sottili «Bordi della notte» e scruta nel profondo l’anima e la problematica
dell’uomo moderno, in un’autoanalisi da flusso interiore di coscienza, che si
apre alla fenomenologia spirituale dell’evento poetico.
il linguaggio serrato e fascinoso, non banalizza mai il
tenore della parola colta nel suo uso convenzionale, ma si carica di metafore e
di immagini moltiplicative del senso e della contestualità.
Francesco Mandrino è poeta della vibrazione interiorizzata,
ma si affranca dalla stesura di versi edulcorati, per lanciare segnali pregnanti
di un discorso colto, pieno di pathos e ricco di suggestione culturale.
Editore sempre raffinato Tracce di Pescara, licenzia un libro
sobrio, attento e finemente curato, dove la seconda parte «Villeggianti
d’inverno» conferma la capacità ritmica del poeta, che dal lettore si attende
sempre una complicità partecipe.
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Recensione |
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I bordi della notte
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poesia
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| Autori |
| • | Francesco Mandrino |
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Edizione:
Edizioni Tracce
Pescara 1992 |
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| Prefazione di Andrea Venzi - pp. 39 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Meridiano Sud nr.2/1993
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