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Dinanzi al prolificare di recensioni di maniera che la
critica letteraria. quella accreditata e quella di giro (intendendo lo scambio
tra poeti-critici), oramai destinata alla consolazione dei destinatari in cerca
di celebrazioni più o meno veritiere, restanoveramente in pochi. quei critici
(maiuscola consentita) che come la studiosa e infaticabile Maria Grazia Lenisa
di Terni, affrontano addirittura per un solo poeta e per giunta contemporaneo,
ancora storicizzato, un intero libro di circa duecento pagine. L'opera in questione dedicata alla analisi critica tout
court di un valido poeta come Antonio Coppola, vede la luce per l'editore Ermes
di Potenza e assume un titolo stupefacente e quanto mai aderente L'avventura
randagia. Il volume comprende poi un'Antologia e inedito dal 1970 al 1998 di
Antonio Coppola, attraverso la quale è possibile «verificare», alla fine della
lettura e dell'approfondimento del dato critico in relazione a tutte le opere
dell'autore che Maria Grazia Lenisa ripercorre, con ordine cronologico. con
itinerario letterario e coordinate critiche, lo stato felice della poetica
coppoliana, per una autonoma riflessione, giustamente setacciata dalle ardenti.
acute. stimolanti e illuminanti pagine critiche dell'autrice. «randagiamente»
avventuratasi nella complessa poetica e/o vita di un autore prolifico.
spiazzante, colto e innovativo come Antonio Coppola.
Il grande germanista Claudio Magris suggerisce quella
equazione tra verità della condizione umana e avventura randagia della poesia e
Maria Grazia Lenisa. ne coglie il segno evidente nella splendida poetica di
Coppola, per soffermarsi sulla differenza tra emarginato e marginale, che
scopre nel grande poeta «randagio» (non il clochard). quella attinenza alla
scrittura del silenzio, alla scarnificazione della parola, all'angustia degli
spazi vitali, che trova in Beckett, il più grande degli interpreti.
E la lezione della grande poesia europea. modernista,
svincolata dai parametri provinciali, per assurgere a tematiche dell'uomo
cosmico, si ritrova intera nell'opera di Coppola, da Eliot (vedi il suo testo
«La terra desolata») Yeats (gli aspetti visionari), Joyce (il flusso di
coscienza), Musil (gli aspetti della realtà, dinanzi all'infinito universo
delle possibilità), il nostro Buzzati, con il senso metafico dell'attesa. Evento
al quale la stessa poesia si arrende, per concepire l'altro da sé,
l'anticonvenzionalità di una poesia «randagia», per essere autentica.
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Recensione |
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L’avventura randagia. La poesia di Antonio Coppola
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saggistica
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| Autori |
| • | Maria Grazia Lenisa |
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Edizione:
Edizioni Ermes
Potenza 1998 |
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| pp. 188 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Meridiano Sud nr.9/1998
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