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Nel cerchio delle cose, la
recente opera del. medico poeta Giovanni Chiellino sembra spingere oltre il suo discorso già iniziato con
Dedalus, perché dopo l'indagine interiore e labirintica del viaggio verso il
sole, forzando la geometria, cioè la perfezione matematica, desidera penetrare
nel mistero dell'io, con un viaggio interiore al quale partenze e arrivi, come
sottolineato dalla cara amica e critico Liana De Luca, metaforizzando il mito
della circolarità e perché no, rileggendo poeticamente Vico.
La struttura del libro quadrata per la
presenza di quattro lati o sezioni, di cui due convergenti nel titolo esposto
"al quadrato", sembra geometricamente lontana dalla figura del cerchio. In
realtà perimetra un'area che si rende circolare all'interno del quadrato, quasi
un ring in pagina, entro il quale disporre versi, parole, periodi, strofe come
raggi, ogni raggio aperto al "p" greco, con il quale calcolare l'area della
sfera, la sfera dei sentimenti, della scoperta, della- soluzione visiva e
speculare delle "cose", non più inanimate, ma cerchiate come da evidenziatore in
rosso, sulle parole che contano di un diario segreto, privato, pubblico,
intimista e sociale, sempre altamente spinto ai vertici della poesia. Capire gli
oggetti, significa ammantarli dell'umanità che noi siamo in grado di infondere e
lasciare ad essi i1 senso della memoria, la sublimazione della concettualità
riferita alla reiterazione tra la vita e "le cose" che la raccontano.
La poesia di Chiellino, sempre aperta a
soluzioni figurative, pregne di visionaria dilatazione dei sensi, entro altri
moltiplicativi significati, che arricchiscono la parola, sfuggono sempre ogni
pericolosità didascalica e si armonizzano per aderire alla moderna capacità
della parola di superare la consunzione del parlato e del gergale e divenire
proposta di un nuovo umanesimo, una nuova predisposizione al viaggio interiore.
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Recensione |
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Nel cerchio delle cose
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poesia
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| Autori |
| • | Giovanni Chiellino |
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Edizione:
Genesi Editrice
Torino 1994 |
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| Prefazione di Francesco Spera. Nota critica di Liana De Luca - pp. 130 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Taranto Notte nr.2/1995
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