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Se la "muta" nel corpo trasferisce nuova pelle, nell'abito rinnovabile delle idee e della trasformazione cellulare, propria anche dell' uomo, Nel corpo del mutare, l'azione investe direttamente l'essenza del cambiamento, non come mancata coerenza, ma come naturale predisposizione all'avvicendarsi delle verità e al transustanziarsi della poesia.

Nel chiasmo adottato per introdurre la poesia di Giovanni Chiellino, con il suo nuovo libro Genesi Editrice, le sorgenti della scrittura trovano linfa e manifestazioni improvvise nell'epifania stessa della mutazione coree arricchimento della parola che si rigenera, della scrittura che abbandona schemi e proclami e si offre "nel corpo" stesso dei suo significato moltiplicativo, mai recluso nella convenzionalità del senso. La dicitura latina del titolo di ciascun componimento poetico della prima parte e di alcune poesie della seconda parte, nell'eccezione del serto di fiori che accomuna, sembra restituire al rito pagano delle "Floralie romane". Il valore simbolico della bellezza e della natura profumata, perché 'l'occhio di Ulisse scava l'orizzonte" in cerca della nuova fuga verso le Colonne d'Ercole. Il “Nostos" compiuto chiede altra conoscenza, la scrittura altra ricerca, nuove possibilità espressive che "nel corpo del mutare" si predispongano a nuovi eventi. Il sogno del ritorno, da sveglio chiede nuovi approdi. Giovanni Chiellino, nella cenere del ricordo, nel nulla del presente,senza tentazioni nichiliste, dopo approfondito il "pieno" così abilmente attraverso una densa poetica precedente, vuole esplorare il "nulla" come matrice primigenia e neutrale rampa di lancio perla nuova, ulteriore conoscenza, memore di Baudelarie e dell’affermazione di un noto scienziato che diceva: "Prima del tutto c'era il niente, ed il niente era tutto". "Quando la freccia dell'Angelo, sfida le vetrate del Nulla, indica Dio". La scelta stilistica, il ritmo, la qualità esplorativa della lingua, pongono Chiellino tra i più accreditati poeti della contemporaneità, sia che rimpianga l’infanzia e la nonna Adelina, affronti con spirito “noumenico” la filosofia della cosa in sé. I suoi versi densi, eruditi per cultura, ma trasognati per trasporto e afflato lirico non comuni, diventano “archi tesi a frecce di luce”. È un grande piacere esserne colpito. Accedendo ai suoi incantesimi sparsi.

Recensione
Nel corpo del mutare
poesia 
Autori
Giovanni Chiellino
Edizione:
Genesi Editrice
Torino 2004

Prefazione di Tommaso Kemeny. Postfazione di Paolo Ruffilli. Nota di Sandro Gros-Pietro - pp. 98

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Ultim’ora nr.7/2004
 

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