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L'ultimo libro di versi di Maria Grazia Lenisa, da non molto mancata all'affetto dei suoi can e di quanti la stimavano e le erano amici, è Amorose strategie. In esso ritroviamo il suo stile, basato su un verso libero veloce e franto; la sua schiettezza e la sua cifra, fatta di libertà inventiva e di antiretorica; il suo gusto sempre vivo per le immagini. E ritroviamo la sua tematica amorosa, che si era fatta dominante negli ultimi anni, tanto da caratterizzare le sue sillogi; tematica che assumeva tuttavia l'aspetto di un erotismo intellettualizzato, divenendo così un efficace strumento d'arte per mezzo del quale il gioco della mente creava di continuo nuove situazioni e nuovi simboli. Ma leggiamo dal suo ultimo libro: "Qualche morso prima... | Ha paura che resti il segno, | il risucchio viola. | Prolunga la follia. | Sadico in tanta bellezza, mi dice parole dolci | come risacca.." ("Amorose strategie"); "Desiderio mi viene di lambire la sua gola, | risalire all'orecchio, | sostare | come punta di piccolo animale nella conchiglia" ("Metamorfosi"); "Battezzò con la sabbia il mio corpo. | Rideva la luce, illuminando i con poco distanti | dei delfini in amore..." ("Battesimo").

E' presente la morte in questi versi, così com'è presente la vita. Ciò che però continuamente vi affiora è un'ironia dai mille volti, con la quale la Lenisa guarda a se stessa e al mondo che reinventa con il suo mobile estro. "Ah! Scrive poesie d'amore? E pensare | che ha calpestato l'uomo come un selciato..." ("Le parallele s'incontrano"); "Rimasi in senilità gravida | nel sogno, | i seni d'anatra distanziati, le ossa | cave per i voli pindarici. | E' figlia mia | la Morte..." ("L'atteso parto"); "Mangiami nei frutti, nella mela, sbucciami | la canicola nell'arancia matura, sprizza | il rosso che è dolce..." ("Invito");

"Fossi tu | la Vita" ("Il guardiano dell'harem"). Allegro e triste, multiforme e ognora fedele a se stessa, Maria Grazia Lenisa sa parlarci sempre con estrema immediatezza e con la massima sincerità, seguendo il ritmo che meglio si adatta all'ispirazione del momento, colta con prontezza e sapienza stilistica. Particolarmente spontanei e incisivi risultano poi i suoi incipit: "Apparve all'improvviso, | imbiondita la luna" ("Il fiore che ride"); "Morire d'amore per te è come svegliarsi, | offrirti un giglio" ("Il risveglio"); "Rinasco nella città delle nascite" (La "putela"). Ma ovunque nei suoi versi si nota freschezza e vivacità di espressione.

S'incontra inoltre in Amorose strategie la presenza del mondo classico, con i suoi miti e con la suggestione della sua immortale poesia. "Ecco la nouva etèra, domina | le parole | come i porci di Circe. | Eros dimesso piange, goccia | sangue dal collo, essendo amore ritornato | in vita" ("Gossip"); "Dolce come un fico sul dirupo guardi il cielo. | Tu, Prometeo incatenato!" ("Il fico").

Poesia d'amore quella di Maria Grazia Lenisa, che però è essenzialmente amore per l'arte, il suo amore più vero: "In fondo resto nella poesia | una donna di versi | che inventa l'amore" ella dice in "Tentazione"; e ne "L'amicizia di una donna" scrive: "Io vivo nelle pagine: pensa | che la poesia è vita come | se bevi o mangi". Si veda anche "L'amore": "La vacanza è breve, | devi parlare molto, per non essere | triste: scrivere versi belli per l'ultimo amore".

E' pertanto l'amore per l'arte che veramente domina la nostra poetessa, la quale di questo sentimento tutta s'illumina Ed è per questo amore che resterà a lungo nel nostro ricordo, con il vivo richiamo della sua parola.

Recensione
Amorose strategie
poesia 
Autori
Maria Grazia Lenisa
Edizione:
Circolo Rhegium Julii
Reggio Calabria 2008

Prefazione di Pino Bova - pp. 64

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Pomezia Notizie nr.10/2009
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