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Divinità etrusca della morte, come ci attesta una lamina in piombo con iscrizioni, rinvenuta a Magliano, nel territorio di Vulci, contenente delle prescrizioni sacrificali ad essa riferite, Calu costituisce per Walter Nesti anche il simbolo di un bene che può essere perduto e ritrovato, come l'amore per una donna o magari per una città, che di una donna assume il misterioso fascino.

A Calu Nesti ha dedicato tre poemetti: Itinerario a Calu (1989), Calu perduta (2002) e Calu ritrovata, apparso nel novembre 2007, che viene a porsi come la conclusione di un itinerario poetico ricco di felici intuizioni e retto da una notevole forza espressiva.

Calu è dunque l'emblema di un bene che l'uomo persegue e talora raggiunge, ma che per breve tempo veramente possiede nell' effimero corso dei suoi giorni: "Ti sentivo germogliare fra le mani | come un' erba vibratile di primavera" (Il mondo scomparso, VIII); "Ti ho raggiunta sul filo del dolore | allacciando le mani alla tua angoscia" (La città nella palude, IX); "Bastava un accenno di sorriso | gettato alla casualità del vento | il mondo diventava un portento | in quel vicolo vicino al tuo viso" (Le strade del desiderio, VIII); "Fissavo il colle mi sentivo rinato | pieno di linfa come albero verde | che il gelo dell'inverno ha risparmiato" (Sogno e realtà, VII); "Esploravo il mistero del tuo corpo | rinnovato alla luce del mattino | che inebriava di rugiada vivente" (Il connubio felice, IX).

Quello he tuttavia maggiormente anima la pagine del poemetto di Nesti è la fiducia che la ricerca di Calu (che qui assume anche il significato della felicità) avrà successo e che quindi alla fine ella sarà ottenuta da chi a lungo l'ha cercata. La sua conquista offrirà così un appagamento e

darà un valore all' esistenza di colui che con perseveranza l'ha inseguita negli anni e rappresenterà il premio capace di lenire ogni pena e ogni affanno sofferti: "Da quali lontananze eri tornata | tempo che non vacilla alle occlusioni | e non smarrisce mai la direzione | dell' ala dolce del vento | fresco lenzuolo sul tuo nuovo corpo" (Il connubio felice, X).

Un viaggio nei misteriosi percorsi della vita, questo compiuto da Walter Nesti, che della vita ha il forte richiamo e l’imprevedibilità, ma anche possiede l’incomparabile bellezza e i molti molteplici doni.

Recensione
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