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Un'approfondita indagine intorno alla poesia di Corrado Calabrò è stata l'ultima fatica critica di Maria Grazia Lenisa, nota poetessa e studiosa delle nostre Lettere da poco scomparsa. Dal libro, intitolato Corrado Calabro - La scrittura del mare, la figura di questo poeta emerge netta in quelle che sono le sue tematiche fondamentali, individuabili nel sentimento vivo del mare, elemento primordiale della natura, e nell'amore, inteso come forza trascinante che distrugge e rinnova.

L'incontro con il mare, come l'incontro con la donna, diviene così per Calabrò, secondo la Lenisa, "momento di abbandono e insicurezza" e nello stesso tempo ricerca di un equilibrio interiore, da questo autore raggiunto nell'espressione poetica; un'espressione che tocca momenti alti, specialmente in poesie quali "Il vento di Mikonos", dove contemplazione e memoria compiutamente si fondono o in "Intermittenze", dove Calabrò trova il suo destino rispecchiandosi nelle pupille della donna amata. Altre tematiche che la Lenisa individua in Calabrò sono quelle del "ritorno alle origini", cioè alla terra calabra: "Ma più d'Itaca è dura la Calabria, | madre severa verso i propri figli | che non si siano svezzati per tempo..." ("Il vento di Myconos"); del viaggio, inteso come strumento per placare la propria inquietudine "lasciarsi andare giù, in caduta libera, | in questa nera eclissi del pianeta"; del vagheggiamento di una classica armonia, nella cui ricerca egli si riallaccia alla Grecia antica e ai suoi canoni di compiuta espressione poetica ("L'intelaiatura classica è nella poesia di Calabro momento fulminante e dinamico"), attraverso i quali si esalta la sua parola: "Rode come la brace | la calce viva che mi porto dentro | e che, per sopravvivere, divora | le cellule nervose in cui è incarnato | il segno a fuoco della tua presenza" ("Quinta dimensione"). La Lenisa si sofferma poi nel suo saggio sul rapporto di Calabro tra l'io e l'altro da sé, che in questo caso è la donna amata: "Non è me che detesti | ma questo laccio così dolce e tenace. | Non è te - forse - che amo | ma questo laccio sottile e tenace | che ci strangola insieme, a occhi aperti" ("Liaisons"); sul "senso del misterico e del favoloso" e sulla "potenzialità magica" della poesia di Calabrò, evidente specialmente nell'Esorcismo dell'Arcilussurgiu; sul suo rapporto con poeti quali D'Annunzio, dal quale si distingue però perché in lui "il senso panico è rappresentazione mitica di confini naturali, umanissimi, intesi come esperienza invalicabile e come adesione al mondo naturale che fiorisce e perisce", mentre il pescarese "opera una trasfigurazione panica nella dimensione naturalistica" e sul suo rapporto con poeti quali Montale, perché in Calabrò "il momento cognitivo del dolore viene pervaso da una speranza di fondo", mentre in Montale "l'io del poeta avverte l'intera discordanza con l'elemento naturale, in un avvertimento di latente inconcludenza che tutto circonda".

Altri motivi importanti presi in esame dalla Lenisa nel suo saggio sulla poesia di Corrado Calabrò sono quelli dell'ironia, che però in lui assume diversi risvolti (si veda un testo come "Morirò di domenica") e quello "dell'osmosi tra favola e mito", evidente in poesie quali "Apparizione": "Bella, non so di che, forse dell'aria | un po' fiorentina del quartiere | sfreccia assassina | a rischio radente d'arrotarmi".

Chiudono il libro i capitoli "L'influsso cosmogonico", che evidenzia l'importanza della mitologia nella poesia di Calabrò, palese in testi quali "Lo stesso rischio" e £Giuseppe Limone e lo scenario metafisico, dove viene affrontato il problema di "una definizione della poetica di Corrado Calabrò come affine ad una ontologia della mancanza" e notizie sparse su "Alba en la noche", che riguarda la traduzione di alcune poesie di Calabrò in lingua spagnola e fornisce alcune importanti notizie sulla carriera letteraria di questo poeta.

A lettura finita, lo studio di Maria Grazia Lenisa si manifesta come un lavoro di notevole utilità per chi voglia approfondire la conoscenza di questo poeta, che sempre meglio si rivela come uno dei più originali e interessanti del nostro Parnaso contemporaneo.

Recensione
Corrado Calabrò. La scrittura del mare
saggistica 
Autori
Maria Grazia Lenisa
Edizione:
Lepisma
Roma 2009

Premessa dell’autore - pp. 176
prezzo: € 20,00

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Pomezia Notizie nr.10/2009
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