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Eros sadico
è il titolo delle più recente pubblicazione di
poesia di Maria Grazia Lenisa, nella quale ella continua il suo raffinato
magistero stilistico, con una commistione tra verso libero e verso tradizionale
che dà luogo a notevoli effetti. Si prenda, ad esempio, una poesia come "Video
proibito", che ha questo incipit: "Buia la stanza come antica | tomba, | chiaro
del nudo (volto, | collo, mani) della Donna seduta | sopra il trono". E'
evidente che qui, cambiando le cesure del verso, si ottengono tre
endecasillabi: "Buia la stanza come antica tomba, | chiaro del nudo (volto,
collo, mani) | della Donna seduta sopra il trono". Lo stesso può dirsi di
"Notturno": "L'angelo infermo non trapassa i muri nella schiuma | invisibile
dell'afa che gommose l'ali oltre misura", che può leggersi: "L'angelo
infermo non trapassa i muri | nella schiuma invisibile dell'afa | che fa gommose
l'ali oltre misura".
Più libero appare altre volte il verso, come nella poesia
eponima, "Eros sadico", che inizia: "Cancer, | più bello non conobbi mai uomo
crudele | tra staffili e pungoli e punte di coltello avvelenate. | Ma quegli
occhi celesti | di vetrate, lo sguardo | dolce da morire, il fascino di chi
provoca tutto | anima e sangue, | m'invade, mi conquista, mi stra - | pazza e
pazza | io divengo ad aspettare il suo colpo finale"; ma subito ci si avvede che
anche qui il verso tradizionale affiora: "Ma quegli occhi celesti di vetrate,
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lo sguardo dolce da morire, il fascino | di chi provoca tutto anima e sangue, |
m'invade, mi conquista, mi strapazza...".
Quanto ai contenuti, può dirsi che quello di cui si serve Lenisa per comporre i suoi testi poetici
è un Eros
ambivalente, il quale, secondo l'acuta intuizione di Giorgio Bárberi Squarotti,
partecipa del sacro, dal momento che in lei "... la religione (il
nome di Dio, soprattutto) è posta a contatto e in contrasto, meglio, in alternativa dialettica con le immagini dei sensi".
Anche questo dà alla poesia della Lenisa un'indubbia originalità, per la novità
degli effetti che ne scaturiscono.
Tra le poesie del libro appare particolarmente riuscita "Via
crucis", dai toni alti e vibrante di un forte pathos, la quale si apre e si
chiude in maniera molto efficace: "I bagliori d'armigeri alle spalle, | il cuore
che ti batte | all'impazzata, | graffiato forte dall'aItrui viltà | di chi ti
sta davanti | a giudicare, | stretto al bisogno del potere | infame | ... | Ora
Gesù è deposto ed è la pace, | il cielo si è composto, | apre il suo | grembo
come madre il sepolcro | onde possa rinascere. || Primavera | già canta le lacrime".
Si veda anche, fra le poesie di maggior rilievo di questa
silloge, "Il falco": "Unico volo | dalla terra ai nembi e goccia | sangue | la
preda dall'alto. | Mucchietto stretto | di dolore, | scatto | tensione – dentro
– di ossa clamanti, : freccia di vita | ch'è morte all'istante". Un libro ricco di felici esiti, dunque, quest'ultimo di Maria
Grazia Lenisa; ed anche una delle sue prove che che ci offrono un'immagine di
lei più compiuta.
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Recensione |
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Eros sadico
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poesia
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| Autori |
| • | Maria Grazia Lenisa |
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Edizione:
Edizioni Orient Express
Castelfrentano 2003 |
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| Preludio di Cristina Allegrini. Postfazione di Sandro Allegrini - pp. 64 |
| prezzo: € 8,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Literary nr.10/2003
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