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A nessun poeta contemporaneo meglio che a Pasquale Martiniello sembra oggi adattarsi il detto di Giovenale "facit indignatio versum". Basta leggere la sua nuova raccolta Il formichiere per convincersene: qui infatti la sua indignazione per tutte le brutture e i soprusi del mondo in cui viviamo trova libero sfogo, in versi di inusitata violenza, nei quali egli fustiga la corruzione a tutti i livelli e le molte ruberie dei potenti. "Il formichiere è il re dei parassiti | I siti conosce dei formicai | ... | Ha i suoi pascoli garantiti | come un deputato invischia i voti dei | clienti pecoroni" (Il formichiere); "Hanno consentito lo scempio alle | cosche mafiose e spesso amiche con | infiltrazioni collusive..." (Poniamo); "I talenti locali aprono le ali | e fuggono" (I talenti); "Regina riverita la cocaina | Paradiso dona agli stressati" (Regina); ecc.

La denuncia di Martiniello è ampia e circostanziata: colpisce senza reticenza i mali della nostra società, nella quale i furbi e i corrotti tendono ad assumere il predominio, anche per colpa di un "facile perdonismo" che sovente li salva. La stessa poesia è degenerata, dato che, "Rotte le pastoie di metrica | e rima abbonda d'anarchia" (Rotte le pastoie) e non affronta gli scottanti problemi del presente: "La poesia non è di chi non ha | occhio e cuore aperti ai chiodi della | Croce" (Florida e pestifera), né sa guardare più in alto, magari esclamando: "la verità è nelle pure radici del cuore | Signore fortifica di luce l'innocenza" (Per doli Gelmini).

Quella di Martiniello è invece una voce robusta e attuale, propria di un uomo che ha molto meditato sulla realtà del proprio tempo e che può scrivere di se stesso: "Ti dici alla rosa dei venti | poeta ruvido dal piglio di raspa" (Ti dici alla rosa) e può seguitare affermando: "Non rinuncio all'amo nel torbido fondo | I versi sono figli ribelli ad ogni giogo | larvato o palese per un bruscolo di stima | accattona le mie viscere ardono bile" (Ivi).

Si tratta, come è evidente, di una dichiarazione di poetica ferma e severa, che a pochi poeti oggi è dato di fare, espressa senza edulcorazioni o timori e con mente lucida: certo profondamente turbata, ma retta dalla segreta speranza che la fatica compiuta non sia stata vana.

Recensione
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