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Poeta dalla varia tematica, che spazia dal sentimento di solidarietà umana al profondo amore per la natura; dall'affetto paterno per le figlie al vivo sentimento del fluire del tempo; dalla deprecazione della guerra e dell'odio tra gli uomini e alla sete di Eternità, Antonio Bicchierri ha pubblicato nel 2010 per i tipi dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli una nuova silloge dal titolo Il senso della vita nel tempo che va.

Ed invero egli può definirsi un innamorato della vita, se così si esprime: "Godo l'albeggiar del sole | prima di rattristarmi | per il suo tramonto"; e se un'altra delle sue poesie, benché intitolata Il dubbio, inizia con questo verso: "Canto la vita".

Nelle varie sezioni del libro, Inebriarsi, Il ciclo vitale, Il senso della vita nel tempo che va, Il giorno della memoria, troviamo sviluppati i vari nuclei ispirativi di questo poeta, il quale sa farsi pensoso, come quando ci parla dell'"amica solitudine" e del sangue che "ancora scorre | per le vie del mondo" e sa rasserenarsi di fronte allo spettacolo della natura che si rinnova col volgere delle stagioni (Autunno, Bianco inverno, Profumo di primavera, La gaia estate). Sa piegarsi sull'altrui sofferenza, intensamente avvertita ("Ricurvo | nel proprio tormento | il contadino sta, | grondando sudore e lacrime | per la propria terra", Il contadino) e sa esprimere il senso del Divino che e in lui (L'anima). Sa manifestare il proprio stupore per il fuggire dell'ora ("Clessidra multicolore | nello spazio indefinito | scorre || il tempo", Il tempo) ed esprimere la propria ansia di durare ("Traccia dopo traccia | di noi | solo sbiaditi ricordi", L'eternità). Smarrirsi sulle vie del passato ("Dissolta innocenza | di una infanzia lontana" (Ricordi) e dire tutto il proprio sdegno e la propria esecrazione di fronte alle atrocità della guerra e del genocidio in poesie quali Olocausto, Ad Anna Frank, Il vento di Auschwitz, Nassiria.

Un libro vario, dunque, quello di Antonio Bicchierri, un poeta capace di guardare a fondo nel mondo che lo circonda e in quello interiore, con un linguaggio semplice e comunicativo, certo non convenzionale.

Recensione
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