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Sicurezza di tocco e garbato sorriso sono le
caratteristiche che meglio contraddistinguono la poesia di Marilla Battilana, quale appare dal suo nuovo libro di versi
La corona
d'oro e altre pagine. È una raccolta suddivisa in cinque parti:
Romanzí, La corona d'oro, Femminismi, Umori, Filosofemi; e
appare nel suo insieme come un vero e proprio diario lirico, nel
quale l'autrice parla essenzialmente di sé e del suo impatto
col mondo; e lo fa con novità di invenzioni e con profondità
del sentire. "Nel sonno mi vieni alle spalle | con le mani le stringi, la bella
| testa chinando accanto alla mia | e mi parli del la tua esitazione" ("Perché
nessuno"); "Non riposa mia madre appare | in sogno alla gente batte | alla porta
per dirmi | dell'amica che arriva..." ("Paura del fuoco"); "... lo sposo delle betulle
| non era per me | con i suoi grandi occhi | bizantini | e la brezza passa gelida
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tra fili d'erba | e cespugli" ("La corona d'oro, I"); 'nvece dei figli, disse la zingara
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ti darò una vita nel vento | delle stazioni, degli aeroporti" ("Compagni di viaggio").
Nelle poesie della sua silloge la Battilana tocca svariate corde del
sentimento e sempre lo fa con gusto e con uno stile che rifugge dal
banale, tendendo a una sintesi fra toni alti e toni colloquiali, non senza escursioni nei
regni della sperimentazione e del plurilinguismo, ma ognora compiute in maniera vivace e
con disinvolta modernità.
Molti sono inoltre in queste liriche i riferimenti
culturali e le citazioni dotte, che tuttavia vengono adoperati con leggerezza e
senza mai appesantire l'insieme. "Terror. Horror. Horror vacui. | Timor mortis conturbat me
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domine, ma facile (troppo) | di troppo più facile è il morire | che il vivere
ormai" ("Citazioni"); "La segretaria (telefonica) | rivelerà l'assenza: | a
partire dal segnale | acustico tre minuti. E I se fosse questione | di vita | di
morte | di morte in vita. | Ingigantisce alla parete | l'aggeggio, la invade |
Yo, el Rey firmavano | Filippo secondo, Carlo terzo | Rodomonte quarto | di Spagna. Ricordo
| che da giovane avevo |
un bell'apparecchio rosso | sul tavolino. | ... | poi cominciarono sibili |
interferenze cadute di corrente | segnali da linee occupate | problemi di distanza,
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incomunicabilità. Il Lontananza." ('Telefono rosso"); "Speranza: | una
nascita | (l'immagine è | archetipica) | ma anche solo | uscire di casa | per
vedere un'amica. | È iniziare un libro | lettura o scrittura; | entrare in un negozio
| per un acquisto; è
scrivere una lettera, | impostarla. | ... | Allo stato attuale della nostra | ignoranza, è
lo stupore | del Dio che ci vede avanzare | sul filo di rasoio della vita | sempre con
questa precaria | speranza. Infinita." ("Per una definizione").
Meditazioni sul mondo e sulla storia, amori e disamori,
ironiche considerazioni sui nostro vivere e sui rapporti tra gli uomini formano
la materia del libro, che si sviluppa in maniera sciolta e armoniosa nelle sue varie
sezioni. Uno spirito arguto, sovente caustico, emerge dai versi de La corona
d'oro e altre pagine; uno spirito che sa guardare la vita con disincanto
(si vedano, ad esempio, poesie quali "Sempreamata filosofia", "Scelte", "Red tape",
'Discorso" e altre) e sa resistere ai duri colpi del destino, magari figgendo gli occhi là
dove la piaga più duole, ma sempre con sguardo sereno e con la consapevolezza dei
limiti invalicabili dall'umano operare: nel che è forse racchiuso il segreto fascino di
questa poesia.
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Recensione |
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La corona d'oro e altre pagine
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poesia
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| Autori |
| • | Marilla Battilana |
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Edizione:
Antonio Facchin Editore
Roma 2002 |
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| pp. 120 |
| prezzo: € 11,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Tribuna Letteraria, La Nuova nr.70/2003
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