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Luigi Tribaudino ha pubblicato nel settembre 2006 un poemetto dal titolo La fenice libertaria, dedicata alla vicenda di Fra Dolcino. Chi sia stato costui è noto. Nato nel novarese, verso la metà del secolo XIIi, fu discepolo e continuatore di Gherardo Segarelli da Parma, capo della setta degli Apostolici ed arso vivo nel 1300. Dolcino, anche sotto l'influsso delle dottrine di Gioachino da Fiore, divideva la storia del mondo in quattro epoche, di cui asseriva essere iniziata già l'ultima, cioè quella dello Spirito Santo. Si proponeva di ricondurre la Chiesa alla semplicità dei primi secoli, predicava la cessazione dell'autorità papale, la comunità dei beni, il matrimonio dei sacerdoti, la povertà assoluta.

Raccolse numerosi seguaci in Lombardia e nel Trentino e con essi andò errando per le Alpi, inseguito dalle milizie inviategli contro, per catturarlo, dall'autorità ecclesiastica (Papa Clemente V). Assediato presso Trivero, sui monti del Novarese, oppose una disperata resistenza. Sopraffatto e imprigionato, rifiutò di sottomettersi e fu arso vivo, dopo lunghe torture, insieme a Margherita da Trento, la sua compagna, e ad alcuni altri seguaci, il 2 giugno 1307. Dante lo ricorda nel Canto XXVIII dell'Inferno, vv. 55-60.

Tribaudino ripercorre le varie fasi nelle quali l'avventura di Fra Dolcino si svolse, in trenta lasse di dieci versi ciascuna; narrando dapprima come l'ispirazione del poemetto gli sia venuta dall'aver ascoltato questa vicenda nella casa della cugina Dorina, durante una vacanza nel Biellese, a Trivero, come il suo animo ne sia rimasto infiammato di sdegno. Egli segue pertanto con commozione il suo personaggio, mentre, con i suoi seguaci, va "bussando ad ogni porta dei villaggi" in cerca di "comprensione ed accoglienza", sino alla cattura, avvenuta "su quel picco che poi per ricordarli | diventerà per tutti noi: "Rubello", e alla morte.

Il racconto si sviluppa con uno stile teso e trascinante; il che dimostra come l'autore sia stato così conquistato da Fra Dolcino da essere indotto a farne rivivere con efficacia i momenti cruciali della predicazione e della tragica fine.

Recensione
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