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"Fra noi e il silenzio – la poesia": è questo un bel verso di Francesca Simonetti, tratto dal suo recente libro Nei meandri del tempo a ritroso e subito ci dà un'idea della sua concezione dell'arte dello scrivere in versi, dove la parola affiora dal profondo delirio ed è tesa a dire per virtù d'arte l'inesprimibile.

Quest'ultima della Simonetti è una raccolta ricapitolativa dell'intera sua produzione (che è cospicua), con l'aggiunta di alcune poesie inedite e di due traduzioni da Baudelaire e da Quental, che chiudono la silloge. Una silloge da cui netta emerge la figura di questa poetessa, dalla varia tematica, ma ovunque permeata da un alto sentimento del significato dell'espressione poetica, dal momento che uno di questi testi s'intitola Scrivere è pregare e così inizia: "Sappiamo soltanto come il nostro pensiero | s'insinua lento ed insistente al cospetto dell'Eterno".

Né si deve omettere che nel libro della Simonetti è presente e sovente affiora l'omaggio alla propria Terra di origine, la Sicilia: "A te, Palermo, austera regina | nobil signora della mia Sicilia" (A Palermo, mia città); "Hanno cuore di granitica roccia | le donne del Mediterraneo" (Le donne del Maditerraneo).

Poetessa di varia e vasta cultura (basti leggere i titoli di alcune delle sue poesie per rendersene conto: Il pubblico e Godot; I tuoi limoni, Eugenio; Non più monadi), Francesca Simonetti sa esprimersi con disinvolta scioltezza, fermando profonde meditazioni in maniera incisiva e sicura: "La morte non avrà parole | per accoglierci. | Il muro del silenzio | porrà un sigillo | all'ultimo respiro" (La morte non avrà parole); "Tu soltanto, Signore, sai | di quale polvere e acqua | siamo composti" (Tu soltanto); "Fra le carte e le parole | si gioca la nostra sorte: | nel passato silente | nella remota intesa" (Fra le carte e le parole); ecc.

Affiora da queste poesie una visione pensosa del proprio come dell'altrui destino ("Siamo l'acqua d'un grande fiume | che non ha foce", Fiume senza foce; "Che sarà domani di me, del mondo, | di quanti mi stanno attorno?", Domani), così come affiora da esse il "nodo della memoria" che unitamente al "sentimento del tempo" viene acutamente analizzato da Franca Alaimo nella sua postfazione al volume.

Recensione
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