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Nel corpo del mutare è il titolo dell'ultimo libro di versi di
Giovanni Chiellino; un titolo che appare subito molto significativo, essendo
esso indicativo della nostra condizione di uomini immersi nel vortice del
divenire. E il divenire Chiellino lo scopre ad ogni momento innanzi tutto nel
volto della natura, che egli profondamente ama. Qui infatti troviamo, ad
apertura di libro, una lunga serie di poesie dedicate a piante e fiori di ogni
tipo, tutte indicate col loro nome scientifico, come l'Hibiscus, la Forsytbia,
l'Olea europea, la Nynpbaea, il Lilium candidum, la Lecanora esculenta, ecc.
Ma la contemplazione della natura e l'entusiasmo di fronte ad
essa non sono mai per Chiellino privi di un più profondo significato. Il poeta
infatti passa con facilità dal visibile all'invisibile; da ciò che gli sta
dinnanzi a ciò che è al di là di esso, sicché il suo occhio è sempre teso nello
sforzo di cogliere nelle apparenze sensi riposti.
È così che in Cbimonantbus fragrans, dopo aver osservato con
uno di quei versi che qui si ripetono con leggere variazioni e si rispondono da
poesia a poesia come un motivo dominante che "Chiede speranze alla vita" ed
averci detto che essa "a volte ha sussulti d'amore", ecco che soggiunge: "Al
volo dell'Angelo su campi desolati | s'apre il recinto della solitudine, | passa
un messaggio di resurrezione, | fioriscono preghiere". Ed è pure così che in
Nynpbaea, dopo averci parlato di questi "fragili fiori" che "in atto d'amore"
chinano il capo "sul vetro dello specchio”, chiusi "nel cerchio |
cielo-acqua-cielo", così conclude la poesia: "Il Bello non si disperde
| e in
qualche luogo riemerge: | è il seme di Dio che germoglia". La grande sapienza
tecnico-botanica di Chiellino non resta perciò mai fine a se stessa, ma diventa
ricca di significati simbolici.
Si veda anche in Lecanora esculenta: "Fu nel tuo deserto | … che
Lui venne a portarti | la divina sostanza: | sentieri di luce in giardini
d'amore".
La seconda parte del libro s'intitola Nel sogno del tornare e
raccoglie poesie di varia ispirazione, ma tutte accomunate dal motivo del
"ritorno", che può essere quello della rondine, la quale attraversa "cieli
azzurri | sulla rotta della ... memoria" o quello della conchiglia che,
"levigata dal vento del passare | ... | porta un suono di memoria" (dove il
"ritorno" è nella mente di chi la contempla); quello degli occhi, "lumi della
memoria" o quello delle stagioni, che si alternano, sempre recando nuovo
stupore.
Vi è un'assorta pensosità in queste poesie, che si traduce talora in ampie
visioni, come in Noctiluca (la luna): "Noctiluca, attraversi il tempo delle
stelle | mentre il pensiero, stanco, piega il capo | sul carro dei tuoi
percorsi" o in affettuose espressioni,come quelle che il poeta rivolge a
Francesca , nell’omonima poesia :”Brucerò il legno secco dei miei anni | per sciogliere la neve della
vita e avvolgere di calore il tuo viaggio”. Ne risulta un libro molto intenso
in cui l’assidua meditazione si traduce in novità d’immagini e in felicità di
creazioni poetiche.
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Recensione |
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Nel corpo del mutare
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poesia
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| Autori |
| • | Giovanni Chiellino |
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Edizione:
Genesi Editrice
Torino 2004 |
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| Prefazione di Tommaso Kemeny. Postfazione di Paolo Ruffilli. Nota di Sandro Gros-Pietro - pp. 98 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Ignota nr./2005
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