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Quello di Filippo Giordano, Rami di scirocco, è un libro ricco di umori, dal quale emerge efficacemente il mondo in cui l’autore vive, con tutta la sua problematica sociale fatta di emarginazione e di stenti, di attese deluse e di amare sconfitte, ma anche di amori profondi e di saldi legami umani, di attaccamento alla terra ed al ritmo delle stagioni. “Se, piovendo, l’acqua trova l’alba | alle dieci la piazza | è irta di braccianti” (Entroterra); “Tu muovi le tue labbra | verso la mia malinconia, | poi t’allontani inconsapevole” (Tu muovi le tue labbra); “Fra tramonti rossastri di riviere, | uno ad uno, abbiamo svuotato agosto | dei suoi giorni” (Il vino); “Ti amo. Ben altro che questo effimero | canto di cicala vorrei alzarti, amore” (Fiori e petali).

Il paesaggio è quello del Sud (l’autore è nato a Mistretta, paese dei Nebrodi) e del Sud ha il fascino e la secolare povertà: “Aveva mezzo ettaro di terra | mio padre, seminato a grano | pure nel pendio e alcuni mandorli duri” (Mezzo ettaro di terra). Questo paesaggio, con coloro che lo abitano, il nostro poeta lo descrive con asciuttezza e verità di accenti, scabri ed autentici, e con un’efficacia che nei momenti migliori (e sono molti) rende i suoi versi veramente universali: “I contadini | per le campagne in groppa ai muli | con le fascine d’erba fresca, la sera, | e la capra legata al mulo, | | avevano canti antichi alle bocche, | nenie arabe del sangue” (Dopoguerra); “D’un tratto, il vento, | sbraita nella strada, |rovescia la vita. | Poi, lento, s’acquieta. | E non resta | che un tremolio di labbra | sempre più lontano” (D’un tratto il vento).

Non vi è tuttavia in questo libro di Filippo Giordano soltanto la polemica contro gli atavici mali che affliggono la sua gente, trovandosi in esso anche poesie pervase di commossa pietà per ogni tipo di sofferenza (Cronache d’estate) e di assorta pensosità sul destino umano (Lampi gialli del tempo) che ogni attento lettore potrà facilmente scoprire da sé.

Recensione
Rami di scirocco
poesia 
Autori
Filippo Giordano
Edizione:
Edizioni Il Centro Storico
Messina 2000

pp. 130

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Tribuna Letteraria, La Nuova nr.3/2000
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