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Terra di passo è il titolo che Giuseppina Luongo Bartolini ha dato al suo più recente libro di versi: un titolo che subito richiama alla nostra mente l'immagine di un transito ed evoca un sentimento di provvisorietà. Molto pertinente ci appare pertanto l'interpretazione che di tale titolo dà il prefatore-editore Sandro Gros-Pietro, il quale osserva che qui "la vita è usata come terra di passo, come attraversamento necessario, come agorà di scambi e di acquisti per giungere agli approdi poetici desiderati".

Sandro Gros-Pietro osserva anche che questo libro assume la forma di un vero e proprio poema, per l'unitarietà della sua concezione e per il legame che unisce i suoi testi, momenti di un unico canto.

L'immagine che l'autrice offre di sé con quest'opera è quella di una donna dotata di notevoli capacità di captare e convogliare in rapide sintesi poetiche le esperienze della propria esistenza, in maniera viva e coinvolgente. Basta sfogliare a caso il suo libro per rendersene conto: "Ho detto buongiorno stamane al | mio pallido dirimpettaio il sole | d'inverno"; "Mi sei passato accanto indenne | coprendomi le spalle nella tua | giravolta premurosa"; "I grigi di De Nittis la memoria | remota del paesaggio chiusa | nelle comici del museo fiorentino"; "Né figlia né madre né moglie né | amante libera dall'anagrafe | e dagli elenchi scolastici ch'io | semplicemente umana mi sia se | sciolgo i miei lunghi capelli...".

Delle due parti di cui la silloge si compone, la prima raccoglie poesie nelle quali la Bartolini sembra più direttamente guardare alla propria quotidiana esperienza terrena, sicché con maggiore immediatezza ne emerge il vissuto, mentre nella seconda pare affacciarsi in lei con più forte urgenza l'istanza religiosa, intrisa di una prepotente drammaticità: "Signore che vuoi fare di me | un cencio della strada la foglia | calpestata..."; "Martello insondabile per coloro | che ami Signore..."; "Ora nel tuo deserto in terra | d'abbandono tu mi lasci..."; ecc.

Ne risulta un libro compatto e molto intenso, basato su una misura agile e ben ritmata del verso, che conduce con naturalezza il discorso lirico sino alla sua conclusione in maniera coerente e compiuta.

Recensione
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