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Poesia fresca e delicata quella di Olga Tamanini, espressione di sentimenti genuini ed autentici. Tutto ciò lo si era rilevato già a proposito delle sue precedenti raccolte: La creta dei pensieri (1994); Girotondo dei sentimenti (1995); La quiete in prospettiva (1997); La rotta delle stelle (1999); La tua memoria stanca (2002) e lo si può rilevare ora, a proposito di questa sua nuova raccolta, Un niente mescolato al mio destino, che e del 2011.

Quello di Olga Tamanini è un mondo di piccole-grandi cose che si dischiudono improvvise al suo sguardo, acquistando come per incanto un singolare valore; un mondo fatto di storie minime, nelle quali i personaggi vengono considerati attraverso la lente di un sentimento bonario e affettuoso, per la lunga consuetudine di vita che sovente si è avuta con loro: "C'è una fontana | in fondo al crocevia. | L'acqua scende goccia a goccia. | I ricordi mi portano a quando le donne | andavano alla fontana | con el bazilon (bigoncia) sulle spalle | cui erano appesi i secchi di rame" (Alla fontana).

Ogni evento assume così nei suoi versi una grande importanza ed assurge ad una sua emblematicità: "Uno spiraglio di sole | batte | su uno spuntone di roccia | che sporge | sopra un canalone. | Sembra che il sole | voglia salutare qualcuno..." (Edelweiss fiore di nobiltà).

Vivo è in Olga Tamanini il richiamo della natura, emergente in particolare da poesie quali Il pianto del cielo o La voce del vento, Fiori bianchi sul fondo o In compagnia del sole. Si legga ad esempio l'incipit della prima di queste poesie: "Con il viso | bagnato dalla pioggia | le mani aperte | come conchiglia schiusa | raccolgo | il pianto del cielo". Vivo è però in lei anche un sentimento religioso della vita, percepita come miracolo: "Sei arrivato | da mamma e papa | vestito di candore. | Sei come soffice neve | baciata dalla luna" (A un bambino appena nato).

Si veda anche a questo proposito La Madonnina dell'Hotel Plaza, tutta accesa di limpida chiarita.

Ciò non vuol dire naturalmente che la nostra poetessa ignori la sofferenza e il male del mondo (basti leggere Il silenzio del dolore e Luccicare di fiamme per rendersene conto), ma che in lei prevale un sentimento rasserenante dell'esistenza, quale emerge da Il canto dei pini e Un miscuglio di colori, Il mio grazie alla luna e Insieme. Ed è appunto con i versi di quest'ultima poesia che vogliamo chiudere questo breve scritto su un libro che costituisce nel suo insieme un "sì" alla vita: "Giro la pagina di ieri perché | se sai guardare il mondo | nel modo giusto, | ancora qualcosa che luccica | in fondo alla strada": ed è qualcosa che costituisce un notevole invito alla speranza.

Recensione
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