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Lettere d'amore fra la Albrizzi e Ugo Foscolo

«Isabella Teotochi Albrizzi è una delle figure più rappresentative della femminilità, intesa come attivatrice di possibilità spirituali. Ella sa gestire con passione e insieme con gentilezza, oblatività, sottigliezza duttile, il trascolorare degli affetti e dei grandi miti culturali che emergevano a maturavano rapidi tra tra '700 e '800. Basterebbe il solo rapporto con Ugo Foscolo a qualificarla, e l'essere stata una figura dell"Ortis, per farcela apparire come una forza che, proprio perché aveva molto donato, aveva anche donato la possibilità di far sopportare la sua stessa perdita (reale e fantasmatica insieme, e che era poi anch'essa una metamorfosi)».

Così il poeta Andrea Zanzotto presenta Isabella Teotochi, la grande animatrice di quel contesto culturale, ricco di complessità e pienezza, che la vide con Foscolo, Pindemonte, Cesarotti e Canova. L'autrice dei celeberrimi Ritratti rivive infatti oggi un momento di gloria, con la pubblicazione della Ristampa anastatica della prima edizione del 1807 e di alcuni ritratti della quarta edizione, datata 1826.

La pubblicazione è stata promossa e realizzata dall'Amministrazione provinciale di Treviso con l'Editrice «Libri Scheiwiller». Insieme ai Ritratti, arricchiti da una preziosa introduzione di Andrea Zanzotto, la Provincia offre anche la storia dell'incontro, della passione amorosa e del legame di profonda, fedele amicizia sorto tra l'indimenticabile Isabella e il grande Ugo Foscolo, l'autore dei Sepolcri.

Autore della pregevole opera è Antonio Chiades, giornalista e scrittore trevigiano, che riesce a raccontare, attraverso le vicissitudini dei due protagonisti, il periodo storico e letterario di fine Settecento-primi Ottocento, terribile e meraviglioso. Per l'Amministrazione provinciale di Treviso non si tratta solo di un'operazione culturale, bensì di un gesto di autentico affetto nei confronti dell'autrice dei Ritratti.

Grazie all'indiscussa abilità di Isabella nel dar vita a «flash psicofisici» sulla natura dei celebri personaggi raccontati con maestria, giungono fino a noi intatte e profonde le personalità di Foscolo, Pindemonte, Cesarotti, Alfieri, Canova e Lord Byron e insieme con loro viene ritratta un'epoca. I Ritratt» di Isabella Teotochi Albrizzi e Addio, bello e sublime ingegno, addio di Antonio Chiades saranno presentati oggi, alle 18 a Villa Fran.chetti, dove visse e morì Isabella.

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A Villa Albrizzi Franchetti, sul Terraglio alle porte di Treviso, è stato presentato il volume Addio, bello e sublime ingegno, addio di Antonio Chiades, che raccoglie e commenta il carteggio amoroso fra Ugo Foscolo e Isabella Teotochi, la nobildonna di origine greca che aveva sposato il patrizio veneziano Albrizzi.

Il volume, attraverso l'esame delle lettere, ricostruisce una lunga passione cementata poi da profonda e fedele amicizia fra la bella ospitale contessa e l'autore dei Sepolcri. Chiades, attraverso le vicende e il costruttivo rapporto dei due protagonisti, ricostruisce un interessante e fervido periodo storico oltreché letterario, quello appunto tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento.

Addio, bello e sublime ingegno, addio, pubblicato a cura della Provincia di Treviso dalle edizioni Scheiwiller di Milano, contiene anche la ristampa anastatica della prima edizione dei Ritratti di Isabella'I'eotochi Albrizzi: una serie di disegni e arguti fash psicologici di artisti e letterati, da Foscolo a Pindemonte a Cesarotti a Canova a Lord Byron, che frequentavano il suo salotto letterario nella splendida villa sul Terraglio.

La presentazione al pubblico del volume è stata curata dai critici Nico Naldini, Gianfranco Folena e Andrea Zanzotto, affiancati dall'editore Vanni Scheiwiller e dall'autore Antonio Chiades. Gli attori Maria Grazia Grassini e Svaldo Ruggeri hanno letto alcuni brani del volume: parti dell'epistolario e i più significativi "Ritratti" della contessa Isabella. Con un grande successo di pubblico, nella cornice fastosa delle sale e nello spazio ristrutturato del teatrino della villa che davvero, in vita, la protagonista della serata abitò.

P.R.

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