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Libro di ricordi adottato alla scuola media.
Il racconto di Elisa Sala Borin entra in classe a Quinto

Un libro di ricordi che diventa testimonianza storica. Emozioni di una bambina in una Treviso martoriata dalla seconda guerra mondiale, che frammentano in lievi microstorie tante pagine drammatiche della memoria collettiva. Si potrebbe definire «garbata» la prosa fluida e serena di Elisa Sala Borin, che nel dicembre 2001 ha pubblicato per Piazza Editore Il muro dietro la porta: un libro che ha raccolto consensi da più parti, grazie alla realistica semplicità con la quale ha descritto un universo (soprattutto femminile) di vite in difficoltà. Un libro che un giorno venne letto da una signora che, entusiasta, lo segnalo all'insegnante di lettere del figlio, troppo spesso alle prse con libri di narrativa troppo poco appassionanti. E cosi Camillo Scattolin, insegnante di italiano della scuola media di Quinto conobbe questo testo e ne rimase a sua volta avvinto. Non è la storia di un semplice «passaparola» tra lettori che diventa un caso letterario. È una piccola storia che ha fatto sì che gli alunni di due classi terze della media di Quinto adottino oggi il libro quale testo di narrativa. «Quando il prof. Scattolin mi cercò per comunicarmi il suo proposito di adottare il libro; non osavo crederci - confida l'autrice - ma adesso che i ragazzi lo stanno leggendo mi auguro che possa costituire per loro una semplice ma veritiera lezione di Storia».

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