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Dalle tenebre mi discosto | dell’anima stampando | referto d’autopsia” sono emblematici versi posti a sigillo della nuova silloge poetica completata da Enrico Pietrangeli negli ultimi mesi.

Una raccolta ultimata a distanza di quattro anni da Ad Istanbul, tra pubbliche intimità dal titolo Mezzogiorno dell’animo. Una “diretta” sul dolore alla luce del mezzodì costruita su vigorosi e propositivi versi, composti, perlopiù, sull’onda dell’epilogo estivo di CicloInVersoRoMagna 2011, manifestazione che, per il secondo consecutivo, ha visto l’autore operare a fianco di Gloria Scarperia insieme ad altri alternatisi. Versi “con ciclo inverso e diverso”, corredati da un lavoro di selezione, assemblaggio e rifinitura durante il corso autunnale. Un dolore sezionato esplorandolo in tutte le sue più variegate sfaccettature e suddiviso in dodici sezioni tematiche con alcune prose inserite nella parte conclusiva del testo insieme a un’appendice dedicata all’approfondimento dell’ultima rassegna di poesia e bicicletta.

Un lavoro vissuto e testimoniato attraverso una struttura in versi che, a tutti gli effetti, è anche un continuum narrativo ed esplorativo dell’anima. Diversi sono gli argomenti che prendono forma durante la lettura, ma è quello amoroso che esplicita l’ispirazione stessa dell’opera affondando sino a scorgere un “baratro sfiorato”, retaggio della poetica espressa con Di amore, di morte, per infine evolvere oltre, in un’evoluzione del sé capace non solo di rigenerarsi ma di essere altro, “valore aggiunto” nel consolidamento di uno sviluppo emotivo.

Recensione
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