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I 24 «Racconti (im)parziali» della scrittrice concittadina

Ventiquattro racconti brevi, intitolati «Racconti (im)parziali» che la scrittrice pisana Pina Frascino Panussis dedica innanzitutto a se stessa e alla propria memoria «adolescenziale» di quasi 20 anni di storia. Una storia di ideali politici e patriottici, di figure storicizzate ma proprio per questo così lontane nel ricordo e così vicine nella lettura. C’è una donna in questi racconti dall’aria greca: Elefteria, una «borghese» innamorata di un «politico», Sotiri; sullo sfondo, la Grecia dei Colonnelli e l’Italia della contestazione, e poi della strategia delle tensioni. L’azione si snoda dagli anni '70 alla fine degli '80, convergendo su due poli geografici: la greca Lutraki, di fronte all’istmo di Corinto, e Pisa, patria di adozione di un’autrice dalle radicate origini maremmane. Se l’Italia rappresenta un sogno per Takis, ragazzo tranquillo affascinato dall’arte, la Grecia del dopo – Colonnelli trova l’«homo novus» in Sotiri, diventato farmacista affermato e facile preda emotiva di donne belle e «beate» appartenenti a quel regno che poco ha a che fare con le cose terrene, in quanto confina con «l’ineffabile». E poi c’è Dionisia la piccola, figlia di Elefteria e Sotiri, intrigo di un’educazione postmoderna che consuma voracemente tanto gli alimenti macrobiotici quanto le immagini televisive. Ma forse è Elefteria, l’eroina. Per lei conta la giovinezza intellettuale, che ti permette di non rimpiangere i vent’anni ma trova l’età più bella nei quaranta. Perché Elefteria «si è convinta che la filosofia è quella cosa con la quale (pena la vita), senza la quale, l’uomo rimane tale e quale, ma ti permette di vivere più intensamente».

(B.B.)

 

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