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A cura di Gabriella Frenna è stato pubblicato il volume Dai mosaici alla poesia dove vengono riportati due scritti di Leonardo Selvaggi, l'uno di sintesi e nel contempo di approfondimento sull'opera musiva del padre Michele, l'altra di analisi e di critica sulla sua silloge poetica Arcano splendore, nonché recensioni di numerosi studiosi relative alla monografia Critica sull'arte e sulla letteratura frenniana di Leonardo Selvaggi e ventuno splendide illustrazioni, che riproducono mosaici del maestro Michele Frenna.

Dopo la presentazione dell'editore Sandro Serradifalco, da cui emerge, in tutta la sua evidenza, la stima nei confronti di Michele e Gabriella Frenna, due artisti, che, anche se operano in settori diversi, l'uno in quello del mosaico, l'altra in quello della poesia, tuttavia sono complementari tra loro, in quanto hanno in comune, a prescindere dal legame familiare, una sensibilità straordinaria e "sanno donare all'arte quanto più di preziosamente aulico viva nei complessi e tetri labirinti dell'esistenza", dopo la prefazione di Anna Francesca Biondolillo, che sottolinea non solo il connubio tra padre e figlia, ma anche e soprattutto la capacità. di Gabriella di illustrare in versi limpidi e tersi e renderla maggiormente fruibile l'opera paterna, molto variegata nei contenuti, ma sempre assai importante sotto il profilo morale e sociale, Gabriella riporta due scritti di L. Selvaggi sull'opera del padre e sua.

Nel primo "Le connaturali virtù dei mosaici di Michele Frenna" Leonardo Selvaggi, con grande maestria ed acume critico, rivela come nei mosaici l'artista non sia monocorde, ma abbia una visione abbastanza ampia della sua arte, che si esplicita nel rispetto della religione, per la quale nutre un sentimento profondo, nell'espressione degli affetti familiari, nell'amore per la classicità nella predilezione per aspetti folkloristici locali, nella trattazione dei mestieri, di cui alcuni vanno scomparendo.

Ad una disamina più specifica, infatti, si rileva come in alcuni mosaici, dal Carretto siciliano alla Cornucopia, al Cestino con frutta, dalla Lezione di musica alla Ragazza in bici, sia presente la vita nella diversità delle sue manifestazioni, in altri, dai soggetti più prettamente religiosi, La Divina Apparizione, Il Cuore di Maria, San Benedetto e Santa Scolastica, La Madonna di Lourdes, Agrigento: Tempio della Concordia, Allegoria divina, si avverta l'abilità dell'artista nel fondere insieme, in maniera armonica, "particolari e complessità, concreto e metafisico", in altri ancora, Il pescatore, Il polipo, Folklore agrigentino, L'archivista, Cantiere scuola, affiorino temi ed aspetti, che invitano, per il realismo con cui vengono rappresentati, alla riflessione, alla stessa stregua di quanto avviene per Il minatore, Via Crucis, W la vita, La prospettiva, Un fiore ...una vita, dove sono riportate, con equilibrio e partecipazione, "situazioni, esperienze vissute".

In ultimo Leonardo Selvaggi, attraverso il richiamo ai mosaici precedenti e ad altri successivi, I ginnasti del 2000, La prima infanzia, Riflessioni, I solfatari, Pensieri nostalgici, La pace, San Giovanni Bosco, Crocifissione, conclude dando un giudizio complessivo sull'opera di Michele Frenna, fatta "di valori eterni, di principi di solidarietà in atmosfera di immediato lirismo" ed ispiratrice di serenità spirituale.

E, a mio avviso, non si può non essere d'accordo. Nel secondo scritto Arcano splendore, la silloge poetica di Gabriella Frenna, Leonardo Selvaggi, nel passare in rassegna l'opera, mette in risalto non solo la ricchezza del mondo interiore e la passione che ispirano i suoi versi, ma anche e soprattutto l'interazione tra poesia e mosaico, la capacità della poetessa di rendere fruibile l'opera paterna, facendo in modo che dai versi i mosaici "risaltino belli come arte, rappresentatività umana nei vari momenti, dal sacro a tutto ciò che viviamo nel quotidiano".

Nella sua analisi, lo studioso torinese, lucano, però, di origine, rileva come accanto a soggetti sacri, quali La Madonna di Guadalupe e San Calogero di Naro siano presenti anche aspetti della sua Sicilia, quali, tra gli altri, l'Agave, simbolo della continuità della vita, Il carretto siciliano ed Il tempio di Castore e Polluce, che denotano la tenerezza della poetessa per la sua terra e creano momenti poetici di ampio respiro.

Nel riportare, altresì, l'emozione che Gabriella prova davanti alla Madonna di Mediugorje, indizio della religiosità e della purezza di sentimento della donna, Selvaggi sottolinea non solo la capacità della poetessa di far capire con chiarezza I'arte di Michele Frenna nella sua intrinseca purezza e spiritualità, ma anche i principi morali che la ispirano e che consistono nel guardare la vita come dono "con lo sguardo del cuore" e lottare con tutte le energie interiori, proprie degli spiriti sensibili, e superare le avversità della vita.

Seguono, poi, la rassegna di numerosi scritti di studiosi sul saggio di Leonardo Selvaggi La critica di Leonardo Selvaggi sull'arte e la letteratura frenniana, di cui viene messa in evidenza l'accuratezza dell'analisi critica nella disamina delle varie opere e la splendida riproduzione dei mosaici.

Una nota particolare merita la veste tipografica molto accurata per la policromia con caratteri di stampa nitidi, che rendono agevole la lettura.

Recensione
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