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Un vero e proprio diletto, per chi abbia adeguata disposizione intellettiva, la lettura del recente libro di Vincenzo Rossi, riguardante la traduzione dei dialoghi di Platone, con principale interlocutore Socrate!

Si mediti: «È indispensabile per chi si batte per la giustizia chenon meni vita pubblica se... intende salvarsi, ma viva privatamente». Non sembrano queste parole dell'antico filosofo particolarmente adatte ai nostri tempi? Certo, in sintonia con un altro grande dell'oratoria, Alfredo De Marsico che, in anni a noi non molto lontani, parlando di un personaggio suo contemporaneo, affermava: «Non fece mai politica, perché la politica apre le porte a tutte le turpitudini!».

Ritornando al «Platone Poeta» di Vincenzo Rossi, le pagine scorrono per il lettore agevoli e vive d'interesse. Vi incontriamo infatti un Socrate di autentica, grande semplicità, un Socrate della cui luce umana sembra avvolgerci, quasi naturalmente, una innata, spontanea efficacia razionale che rende, per così dire, agevole, quasi intuitivo, ogni argomento anche complesso, di cui si venga a ragionare.

Sì, una umanità molto evoluta ci si palesa in queste pagine, con prospettive di grandezza morale che il lettore ammira quasi come visioni di un mondo di superiori valori. A cui avvicinarsi è di già una grande, notevole conquista per chi voglia innalzare il suo pensiero oltre i confini che, purtroppo, da sempre rallentano, mortificandoli, gli slanci che mirano a renderci migliori.

Solo in tal caso, liberi dall'enorme peso dell'egoismo, primo grande ostacolo ad un nostro sviluppo morale veramente valido, con impegnati programmi riguardanti essenzialmente il bene comune e, di conseguenza, la vera pace, potremmo alfine raggiungere mete di autentica civiltà.

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