Servizi
Contatti

Eventi


Prefazione a
Canto silenzioso
di Felice Di Giacomo

la Scheda del libro

Giorgio Bárberi Squarotti

Felice Di Giacomo è un poeta raffinatamente e appassionatamente lirico, di quell’ambito diventato tanto raro in questi tempi, quello che ascolta le voci delle stagioni, contempla i paesaggi, segue il volgere del tempo, ode l’eco segreta e profonda dell’anima, indaga le ombre e le luci con la trepida attesa di riaverne una risposta, tanto spesso minima, ma significativa, decisiva, necessaria per potersi acquetare oltre l’affanno, le angosce, le confusioni, le violenze della cronaca e della storia. Così anche in Canto Silenzioso (Edizioni del Leone), dove Di Giacomo rivela e rileva la grazia del mondo, dischiudendo e mostrando il segreto della bellezza, si tratti dei riflessi rossastri che lambiscono un bosco nel crepuscolo o la primula che trema nel tramonto o le nuvole bianche qua e là immobili nel centro del cielo azzurro o la brezza pura del mattino o il silenzio delle giornate serene o le dorate stoppie sulle colline. Rari personaggi appaiono in tanto spazio e tempo: una donna arcigna, il ragazzo quindicenne (è un testo particolarmente intenso e animato), il vecchio Biase Nicola, questo, sì, un personaggio a tutto tondo, con accanto il cagnolino paziente, rabbioso e protestatario, ma colto con divertita compassione.

La liricità di Di Giacomo trapassa dalla descrizione fino all’emozione, al commento, alla lezione: ed ecco allora la pacata sofferenza, l’anima assetata che beve confortata dalla musica delle sfere divine, l’amore luminoso, puro, che nasce dai sensi e dal cuore, ma coinvolge tutte le forme vive della natura e del tempo, in una lucidità serena, in un appagamento quieto delle contemplazioni, tanto più animata e intensa quanto più la parola poetica si innalza fino alla visione celeste.

Materiale
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza