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Il cospicuo palmares del pluripremiato autore triestino, del quale ho già avuto il privilegio di commentare alcune opere, si arricchisce vieppiù con quest'ultima raccolta di versi nella quale ritrovo il Tavčar poeta da me preferito "fermo ai margini della vita, per poter vedere chiaro e lontano" l'odierno scenario di brutture ispirate dal materialismo esasperato attraverso il quale l'anima si aggira sgomenta.

Buio e luce, sconfitte e successi sogni e realtà si alternano nel crudo itinerario vitale tuttavia già scritto nel destino e che, ogni tanto, si affaccia annunciando l'ora ormai prossima da attendere con la speranza dell'Eternità..

Attenzione allo scorrere del tempo, disamina di sogni e desideri da opporre alla realtà e, su tutto, la garbata ricerca di vocaboli e versi di facile comprensione anche laddove la concettualità si accentua, un'opera da leggere con attenzione e da meditare.

Recensione
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