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Foglie di pensieri trasportate dal vento impetuoso dei ricordi e, scorrendo le pagine della nuova opera dell’Autrice bolognese, la si accompagna nel susseguirsi di meditazioni sugli aspetti intimi senza dimenticare, però, le bellezze naturali che tentano di nascondere le pagine maggiormente tristi del mondo.

La raccolta è suddivisa in cinque capitoli con originale intitolazione: “Fa rumore una foglia…”, per i più lontani ricordi, “Scampoli di abbracci” dedicato ai personaggi che della sua vita sono parte, “Nei giardini le tracce” dedicato a visioni cosmiche, “Pensieri di cronaca dal mondo” la storia del mondo attraverso le sue poche gioie e le sue molte tristezze e “Ciò che resta” un inno al tempo che scorre e alle tracce che esso lascia in ciascun vivente. Da poetessa naturalmente ed evidentemente dotata, Fosca Andraghetti si avvale di versi di facile comprensione e la padronanza di essi le permette di tradurre i propri concetti con pochi tratti dove primeggia il descrittivo e di dilungarsi, senza eccedere in troppo personalismo, nell’introspettivo. “Nella notte senza parole/la voce della pioggia/accarezza aghi di pino,/foglie morte e sogni…”, “Il tuo sorriso mi vola accanto (mamma)/nelle strade e tra la gente/quando riprendo il cammino/d’ogni mattino verso sera.”

E’ auspicabile che Fosca Andraghetti, fra le sue molteplici attività, trovi ancora il tempo per accostare ad esse altre opere edite di poesie.

Recensione
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