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Promethéus. Il dono del fuoco

www.3002.blogspot.it
10/09/2021

“Roberto Mosi è un poeta, un fotografo, un artista a tutto tondo dall’animo colto e gentile. Dietro la delicatezza dei suoi versi poetici si nasconde la forza penetrante di una grande lezione d’umanità. Roberto infatti indaga con squisita sottigliezza ed un pizzico di ironia, la grandezza e piccolezza della natura umana, fornendoci attraverso le sue poesie una mappa psicologica ed etica della nostra società.

La sua è a tutti gli effetti una “poesia animata”. Una poesia disanimata potrebbe sembrare un ossimoro, una contraddizione in termini. Una poesia non può non avere un’anima; magari è nascosta, ma ce l’ha. A volte succede però che per farla venir fuori noi “critici” facciamo l’errore di prendere la poesia e la spieghiamo, le togliamo le pieghe, l’appiattiamo. Insomma: la spianiamo passandole sopra il ferro da stiro della spiegazione. Così l’anima (che ha a che fare con il vento, con il greco ànemos) scappa via, e sull’asse da stiro o sul banco di scuola restano le parole inanimate, prive del soffio vitale che le riempiva, che dava loro spessore, che le rendeva casse di risonanza che suonavano in armonia, con i loro ritmi e i loro respiri. Dopo il trattamento, le parole giacciono inermi, sotto vuoto: brandelli di un corpo fatto a pezzi, sul tavolo dell’anatomista.

Spesso ci arroghiamo il diritto di spiegare le cose con faciloneria, senza invece prenderci il tempo per ascoltarle semplicemente. Quelli di Roberto sono versi che arrivano direttamente, senza bisogno di molte mediazioni. Ecco che quindi più che tante spiegazioni non dobbiamo far altro che lasciarci guidare dall’incanto delle parole di questa sua nuova avventura poetica che attraverso il mito affronta temi capitali del genere umano. “Promethéus” ci ricorda infatti che “sulla barca, in mare aperto, disponiamo di due remi: uno è il mito, l'altro è la scienza. Se remiamo da un solo versante, rinunciando all'altro remo, compiamo un giro vizioso, ruotando intorno a noi stessi. Se li alterniamo ritmicamente, da ambo i versanti, procediamo nella rotta. La meta è ignota. Navigare necesse est " (Marcello Veneziani).

Le poesie di Roberto sono “poesie animate” anche grazie allo straordinario potenziale visivo dei suoi versi. La letteratura è piena di esempi altissimi di poeti che si sono cimentati con la descrizione di quadri o oggetti d’arte: dalla descrizione dello scudo di Achille dell’Iliade ai quadri di De Chirico nelle poesie di Mark Strand. Ma l’ecfrasi, il tentativo cioè di un’arte di riprodurre con i propri strumenti e le proprie istituzioni un’opera prodotta in un altro sistema artistico, avviene non solo dall’immagine alla parola, ma anche nell’altra direzione: dalla parola all’immagine, dal raccontare con le parole (“telling”), al mostrare con immagini ferme o in movimento (“showing”).

Da qui l’idea di Roberto, a cui ho partecipato con grande entusiasmo, di tradurre i suoi versi in “poesie animate” a tutti gli effetti. Nascono così uno dopo l’altro brevi video che cercano di tradurre il significato complessivo, la “musica” e il ritmo della sua poesia.

Anche per “Promethéus” si è cercato di trasmettere la visionarietà e i colori del testo poetico con un video che speriamo di mostrarvi presto.

In tempi incerti e bui come quelli attuali, le poesie di Roberto brillano come stelle luminose, indicando la strada ai naviganti desiderosi di affrontare nuove rotte alla scoperta di scrigni magici pieni di premesse fantastiche.”

Pubblicata sul Blog www.3002.blogspot.it il 10 settembre 202

Recensione
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