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Depressione e coscienza

Secondo capitolo di una trilogia dedicata alla depressione, che comprende i volumi “Ergo sum” (2007), “Depressione e coscienza” (2014) e “Depressione. Vivere con il male oscuro” (2015), il romanzo di Aldo Trapuzzano è incentrato sul dramma di un ventunenne, vittima di una sofferenza tale da fargli interrompere gli studi e inchiodarlo alle mura domestiche.

Grazie all’impegno politico, il giovane riuscirà a guarire dal male oscuro e a guadagnarsi la stima di chi lo aveva emarginato perché più adulto e sovrappeso.

Saranno l’amicizia con il più maturo Gianni e l’appoggio dei genitori a restituire al protagonista la sua progettualità, coinvolgendolo nelle lotte studentesche e dandogli la motivazione – lottare per una scuola e una società migliore – per sottrarsi a un incubo, la malattia, per alcuni senza via di uscita.

La vicenda, ambientata a Genova, trascende la mera autoreferenzialità perché riesce a essere l’affresco di un periodo irripetibile – quegli anni settanta caratterizzati da attentati, manifestazioni e scontri tra le opposte forze politiche – e, al tempo stesso, un atto di accusa contro il sistema sanitario nazionale e la psichiatria.

La citazione: “È l’alba, il sole sta sorgendo/Ma io non lo vedo. /È giorno, il sole è alto in cielo/ma io non lo sento. / È notte, ma io non ho paura./Spero, un giorno/ di vedere, sentire/e aver paura della notte”.

Recensione
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