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L'arte della realtà. Prime note sulle scritture di Velio Carratoni

Studioso di un Autore “maledetto” quale Céline, Stefano Lanuzza è a suo agio con uno scrittore “trasgressivo” come Velio Carratoni, la cui vasta produzione letteraria spazia dalla narrativa alla poesia, dalla saggistica al teatro.

Si può inserire Carratoni nel filone della letteratura erotica? Lanuzza è scettico a riguardo, in quanto Carratoni, pur sfidando ogni tabù, è mosso dall’intento di denunciare una società conformista e degradata in cui tutto, anche l’Eros, vissuto in modo compulsivo e narcisistico, è mercificato e spogliato di ogni valore.

All’insegna di un estremo realismo sono gli stessi ambienti, anonimi e quasi sonnacchiosi, in sintonia con la galleria di figure ritratte dall’Autore con un distacco che gli consente di evitare di cadere nel moralismo.

Del resto, le vicende narrate e le situazioni messe in scena attestano di per sé il disagio dei protagonisti, individui pragmatici e manipolatori, apatici e cinici, afflitti da pulsioni sadomasochistiche e condannati, a causa della mancanza di progettualità, a vivere sempre e solo nel presente.

Il libro di Stefano Lanuzza è essenzialmente un saggio critico – il che spiega l’assenza di informazioni biografiche relative all’Autore in oggetto – ed è arricchito da brevi e illuminanti scritti di Carmine Di Biase, Dario Bellezza, Mario Lunetta e Marcello Carlino.

In chiusura il racconto “L’arte del vivere” definisce il principio della poetica carratoniana e dà il titolo a questo studio esaustivo quanto rigoroso.

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