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Ad antica usanza – Tradizioni famigliari trentine nei giorni dell’anno

È risaputo che “Un popolo senza memoria è un popolo senza storia” e, a fare onore a questo famoso detto, ha provveduto lo scrittore trentino Roberto Bazzanella con questo libro strepitoso, che risulta essere la sua settima opera letteraria.

Il libro è a dir poco splendido, ricco com’è di singolari, impegnative e scrupolose descrizioni storiche che esaltano e stimolano per tramandare “l’immenso tesoro delle tradizioni, che confermano la profonda Fede cattolica e la laboriosa vita dei nostri padri.” Questa la dedica commovente che questo giovane autore (36 anni) fa per il figlioletto Pietro.

Nella sua ricerca l’autore ha tenuto presente i racconti sulle tradizioni familiari; precisamente è una raccolta delle usanze antiche e moderne nelle famiglie del Trentino dall’Avisio alle Dolomiti.

Dalle storie che i nonni raccontavano emergeva il fascino di usanze che ora sono scomparse. Infatti la vita odierna delle città, così nelle vallate trentine è invasa da una frenesia continua, allo stesso tempo dalla ricerca di qualcosa che abbia un senso e che resista all’incalzare di una modernità spesso deleteria. Secondo l’autore questo qualcosa è la tradizione, intesa nel suo senso originario, il “tràdere” latino. Si avverte impellente e quasi spasmodico il bisogno di “consegnare” il testimone, segno di passaggio, dalle ultime generazioni alle nuove, dei valori dei padri, che li avevano in custodia.

In questo libro, tutto da scoprire e da leggere, le cose primarie che emergono sono due: l’attaccamento dei padri alla propria terra, con il duro lavoro quotidiano e l’importanza dei legami familiari, per farne tesoro e costruire con entusiasmo i giorni che verranno.

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