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Cominciamo dalla formica. Le poesie dell’esistenza

Mi accosto a questo libro di poesie in punta di piedi, oserei dire, con religioso silenzio, considerata la prestigiosa firma e lo spessore poetico-filosofico di Italo Bonassi.

È davvero un poeta con la ‘P’ maiuscola e accanto a lui si respira aria pura, quella delle alte vette roveretane.

Questa sua opera (penultima solo in ordine cronologico), Cominciamo dalla Formica è, come dice l’autore stesso, una raccolta di poesie dell’esistenza. Italo Bonassi, in questo percorso di vent’anni di poesia, si rivela essere molto esigente con se stesso, si giudica con severità, affermando di credere soprattutto nella poesia delle piccole cose. Lo affascina però “il mondo del Non Visibile… compresa quella splendida Entità che noi chiamiamo Dio.” Ci dà poi la spiegazione di questo suo titolo, originale alquanto, dato alla corposa raccolta: ogni inizio di eventi, di cose, degli esseri viventi (come quello della formica), uomo compreso, ha una vitale, fondamentale importanza; senza un inizio, un seme non esiste una continuazione e nemmeno una fine.

L’autore, a fine libro, poi continua nella sua spiegazione sulla parola “I” di Inizio (questa raccolta infatti inizia così) e poi va avanti con un’altra maiuscola: la “R” (di Rimetti i nostri debiti). Così Italo Bonassi precisa che “la nostra vita paradossalmente è così chiusa in uno spazio-tempo che va dall’inizio alla fine della fine”: una ragione di più per sentirsi attratti e affascinati da un verseggiare leggero, puntuale e didattico, specie laddove la divinità di Dio si veste di umano.

Recensione
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